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Lifestyle | martedì 01 gennaio 2019, 16:54

Il mio mondo (eco)bio- Uomini, mettete il tappo al dentifricio. Scadenze e dintorni, di Cristina Garavaglia

Il mio mondo (eco)bio- Uomini, mettete il tappo al dentifricio. Scadenze e dintorni, di Cristina Garavaglia

Oggi torno a parlarvi di argomenti noiosi, ma necessari, vi chiedo perdono in anticipo e cercherò di farlo nel modo più semplice possibile.

Parleremo di scadenza dei cosmetici, e sì perché sembrerà scontato ma è bene ricordalo che anche i cosmetici scadono e soprattutto che usarli una volta scaduti potrebbe esporvi al rischio di inutili e fastidiose irritazioni nonché di effetti indesiderabili ben più gravi.

Tra l’altro dal sito del Ministero della Salute è possibile scaricare l’opuscolo “Belli sì ma senza sorprese. Usa i cosmetici correttamente, segui sempre le indicazioni e segnala eventuali effetti indesiderabili” destinato a noi consumatori e che ritengo fondamentale leggere per utilizzare al meglio i prodotti cosmetici.

Ciò detto, come si calcola la scadenza?

Innanzitutto, tranquilli si capisce semplicemente leggendo l’etichetta (o la confezione o l’imballaggio), dove troverete tutte le indicazioni obbligatorie (in italiano) che devono essere riportate per legge, quindi laddove mancassero non comprate proprio.

Dopo di che vediamo quali sono le due situazioni previste dal Regolamento UE sui cosmetici: prodotti con scadenza inferiore o superiore ai 30 mesi dalla data di produzione.

Nel caso di cosmetici dalla durata minima inferiore ai 30 mesi (dalla data di produzione) è necessario riportare in etichetta la data entro la quale il prodotto, opportunamente conservato, continuerà a soddisfare la sua funzione iniziale e resterà conforme alla normativa, in modo da poter tutelare il consumatore.

Tradotto: sul cosmetico deve essere riportata la seguente dicitura “Usare preferibilmente entro …” seguita dall’indicazione del mese/anno (o giorno/mese/anno) entro il quale utilizzare il cosmetico.

E laddove necessario, in etichetta devono essere precisate le condizioni di conservazione (ad esempio conservare a temperatura non superiore a X gradi).

Per tutti gli altri cosmetici, aventi una durata superiore ai 30 mesi (dalla data di produzione) non è necessario indicare la durata minima = la scadenza, ma il PAO (Period After Opening), ossia il periodo di tempo in cui il prodotto, una volta aperto, può essere utilizzato senza effetti nocivi per il consumatore.

Infatti, il contatto con l’ambiente esterno (le mani soprattutto) può alterare le caratteristiche del prodotto nel tempo (consistenza, colore, odore) nonchè favorire la contaminazione microbica, con tanti bei batteri a fare festa sulla nostra pelle senza che noi ce ne possiamo accorgere.

Tradotto in parole semplici si tratta di cosmetici che, se correttamente conservati, cominciano a deteriorarsi solo una volta aperta la confezione.

 

E in questo caso troverete in etichetta un simbolo grafico che sono sicura conoscete benissimo: un barattolo aperto seguito dalla lettera M con indicazione del numero dei mesi (generalmente 6 o 12) entro i quali il cosmetico può essere usato senza effetti nocivi.

Logicamente non è obbligatorio indicare il PAO per i campioni gratuiti (che si consumano in breve tempo), per i prodotti sottovuoto o in confezioni airless (che impediscono la contaminazione batterica) e per i cosmetici per i quali il produttore certifichi che la formula è tale da impedire qualsiasi rischio di deterioramento (ad esempio gli oli essenziali).

Da notare che la maggioranza dei cosmetici eco-bio rientra nella seconda categoria ed è quindi dotata di PAO, generalmente di 6 mesi (dall’apertura della confezione), motivo per il quale sarebbe bene non aprire troppi prodotti dello stesso tipo per evitare di non riuscire a consumarli in tempi ragionevoli.

Va da sé che il prodotto deve essere correttamente conservato una volta aperto.

In particolare, è fondamentale prestare attenzione alla temperatura ambientale e evitare gli sbalzi termici.

Un consiglio a costo zero è quello di conservare in estate i cosmetici in frigor e di non esporre i solari al sole diretto in spiaggia, meglio ancora sarebbe usare una borsa termica da pic-nic per conservarli al meglio.

Altro consiglio semplice semplice per evitare una bella proliferazione di batteri è quello di chiudere bene le confezioni dopo l’uso, di non utilizzare le mani per prelevare il prodotto o peggio ancora di aprirlo sotto il getto della doccia lasciando entrare l’acqua.

Per prelevare la crema dal barattolo vi consiglio le palette usa e getta che si usano per il caffè (al super), vedrete che mi ringrazierete.

Ovviamente laddove il prodotto anche se non scaduto dovesse risultare alterato in consistenza od odore, il consiglio è di non utilizzarlo proprio.

A questo punto mi resta solo una cosa da dire: uomini adesso sapete perché le vostre mogli si arrabbiano tanto quando lasciate il dentifricio aperto. Uomo avvisato, mezzo salvato (scherzo ovviamente, a volte lo faccio anch’io, mica sono perfetta, anzi…).

Cristina Garavaglia

Articolo in collaborazione con www.ticinonotizie.it

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