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Lifestyle | 03 gennaio 2019, 12:00

Il mio mondo (eco)bio- Come proteggere ogni giorno i nostri capelli, di Cristina Garavaglia

Il mio mondo (eco)bio- Come proteggere ogni giorno i nostri capelli, di Cristina Garavaglia

Oggi voglio parlarvi dei prodotti leave-in, fondamentali per curare e proteggere i capelli sia in fase di asciugatura che nei giorni successivi.

Tranquilli non si tratta infatti di nulla di complicato: il termine leave-in (=lasciare o tenere sopra) è utilizzato per indicare tutti i prodotti non a risciacquo (le creme corpo ad esempio lo sono) e nello specifico nel mondo eco-bio per fare riferimento ai soli cosmetici applicati sui capelli senza essere risciacquati.

In buona sostanza i leave-in sono prodotti destinati principalmente a proteggere il capello, ma che spesso svolgono anche la funzione di styling.

Per la cronaca, si tratta di prodotti da utilizzare non solo in fase di asciugatura, ma quotidianamente per proteggere i capelli dagli agenti atmosferici e dagli stressi fisici (federa in cotone, sciarpa, cappello…).

Per noi ricce il leave-in è inoltre fondamentale per ravvivare i boccoli nei giorni successivi al lavaggio, visto che dopo una notte di sonno tendono a disfarsi dando alla capigliatura un aspetto poco piacevole a vedersi.

La scelta del prodotto è ovviamente del tutto soggettiva, pur dipendendo molto dal grado di porosità dei capelli.

I capelli poco porosi (che non accumulano umidità e si appesantiscono con il nulla) necessitano infatti di prodotti molto leggeri contenenti per lo più ingredienti idratanti, come potrebbero essere i gel.

Al contrario, i capelli molto porosi (che tendono ad assorbire umidità e diventano crespi facilmente) necessitano di prodotti più corposi, in grado di sigillare le squame del capello.

Una tecnica molto conosciuta per proteggere i capelli porosi (soprattutto gli afro) consiste nel cosiddetto metodo LOC (L=liquid, O=oil, C= cream) ovvero un sistema di asciugatura che si basa sull’applicazione consequenziale di diversi tipologie di prodotti.

In parole povere occorre applicare prima un prodotto a base acquosa (gel aloe ad esempio) per idratare il capello, poi un prodotto a base oleosa (un olio o burro) per sigillare le squame, infine una crema idratante senza risciacquo per contenere l’effetto crespo (anche la crema corpo/mani volendo si presta benissimo allo scopo).

Per fare il LOC è possibile utilizzare l’olio di cocco, di vinaccioli ad esempio che sono leggeri e nel caso di capelli afro l’olio di lino o di mandorle dolci oppure burro di karitè o di avocado.

Ovviamente, in un’ottica eco-bio i prodotti da utilizzare (a prescindere dalla porosità dei capelli) devono essere privi di derivati petroliferi e di origine sintetica, il che in parole povere significa star lontano anni luce dai cosiddetti prodotti professionali, che tra l’altro sono ultra cari e per nulla indicati per proteggere i capelli.

Volendo scegliere prodotti in commercio, vi consiglio di leggere attentamente l’INCI, soprattutto nel caso dei cristalli liquidi che spesso contengono silicone puro e fanno più danni che altro.

A tal proposito vi segnalo che nella GdO è possibile trovare i cristalli liquidi di Vitalcare bio a un prezzo contenuto o meglio ancora online e nelle bioprofumerie è possibile acquistare prodotti altamente performanti come l’Olio secco di Hand – il saponino e i Cristalli liquidi di Bisoubio, tra l’altro disponibili sia per capelli chiari che per capelli scuri.

Così come esistono ottimi anticrespo e termoprotettori eco-bio, generalmente in formato spray, molto utili nella lotta al crespo soprattutto se utilizzati quotidianamente nonché per proteggere i capelli dall’uso del phon. Ottimo da questo punto di vista lo spray termoprotettore all’olio di sapote di Naturaequa oppure come anticrespo il Balsamo secco bio di Hand.

Per chi volesse invece risparmiare vi segnalo la possibilità di realizzare in casa un gel utilissimo per proteggere le nostre chiome.

Sto parlando del gel di semi di lino (in gergo GSL), normalmente amato dalle riccioline, che può essere realizzato molto semplicemente come da ricetta: 2 cucchiai di semi di lino (al super reparto biologico) e una tazza di acqua (o altro liquido ad esempio una tisana a scelta), da far sobbollire a fuoco lento per almeno una decina di minuti (maggiore è il tempo di cottura e più sarà denso) fino ad ottenere un gel.

Dopo di che basta filtrare il tutto, aiutandovi con un colino o con un gambaletto di nylon adibito allo scopo. Una volta raffreddato è possibile utilizzarlo sui capelli sia per proteggerli dopo il lavaggio che nei giorni successivi (si può congelare in cubetti, utilizzando i contenitori per il ghiaccio, da scongelare al bisogno).

Nel malaugurato caso vi doveste ritrovare con capelli stronzetti come i miei, ricci solo appena lavati e per nulla porosi, che si appesantiscono con nulla, vi posso solo dire di armarvi di santa pazienza e di sperimentare la soluzione giusta per voi, sapendo che quello che andrà bene un giorno, potrà essere rifiutato dai capelli il giorno dopo.

In linea generale, vi posso dire che in inverno preferisco abbinare ad un gel (il Gsl oppure tra i prodotti eco-bio il gel di opuntia di Bio’s o il gel al fico di Naturalidee) una crema per ricci (Alia o Balsamo secco di Hand od ancora il Milk di Bio’s), anche in combinazione tra loro, mentre in estate utilizzo il solo gel. Evito ovviamente oli e cristalli liquidi che mi sporcano solo i capelli.Per i capelli lisci noto invece che sono molto apprezzati gli anticrespo e cristalli liquidi di cui accennavo prima, ma anche il semplicissimo gel di aloe.

Ovviamente i consigli di cui sopra valgono anche per i bambini e i maschietti, che di solito preferiscono i gel, quindi via libera al gel di aloe senza problemi.

Cristina Garavaglia

NdR: quando cito prodotti e marche eco-bio (per lo più di piccole realtà artigianali) o siti dove acquistare lo faccio solo a titolo di consiglio personale, perché li ho trovati favolosi e meritevoli di condivisione. Sentitevi pertanto liberi di sperimentare altre marche eco-bio, l’importante è che prima ne verifichiate l’INCI.

Articolo in collaborazione con www.ticinonotizie.it

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