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Attualità | 14 dicembre 2019, 16:44

Abbiategrasso, più di 300 persone al corteo anti parco commerciale

Al Pagiannunz piantati simbolicamente una quercia e un olmo

Abbiategrasso, più di 300 persone al corteo anti parco commerciale

Un sabato pomeriggio di sole, e neppure così freddo, ha fatto da sfondo al corteo indetto dai comitati No Tangenziale e da tutte le realtà associative e partitiche contrarie al progetto di parco commerciale sull’area ATS2 di Abbiategrasso, a ridosso dell’area ex Siltal e nel cosiddetto Pagiannunz.

Si sono dapprima concentrati in piazza Castello, da dove (accompagnati da musicisti, performer, una ragazza sui trampoli) gli oltre 300 partecipanti si sono mossi lungo via Cantù, corso Italia, da lì svoltando a destra in direzione Pagiannunz, dove i manifestanti hanno simbolicamente piantato una quercia e un olmo. 

Il microfono lo reggeva Paolo Bellati del Folletto, tra i politici presenti Domenico Finiguerra e la consigliera De Marchi di Cambiamo Abbiategrasso, esponenti del Movimento 5 Stelle, di Rifondazione Comunista e della sinistra cittadina.

Con loro anche diversi commercianti e Brunella Agnelli di Confcommercio. La richiesta dei manifestanti, scandita a gran voce, è stata ovviamente quella di sollecitare il sindaco Cesare Nai ‘a non avallare il progetto di centro commerciale, che rappresenta una minaccia per Abbiategrasso’.

Al NO PARCO COMMERCIALE si sono poi unite anche le ragioni (e la presenza) dei Comitati No Tangenziale, i cui cartelli e manifesti si sono ‘mischiati’ a quelli dei contrari al previsto insediamento di vasta dimensione su una delle ultime, grandi aree urbanizzabili della città.

L’impressione? Che a livello politico ci sia un orientamento molto chiaro e marcato, spinto molto a sinistra, tra chi dice NO. Mentre che cosa pensi l’abbiatense medio (e tutti quelli che oggi non sono scesi in piazza) resta difficile da decifrare. La petizione del comitato Abbiategrasso che Vorrei per opporsi al piano ha raccolto circa 2000 adesioni. Ma girando per la città, l’impressione è che tra i cittadini ci siano parecchi favorevoli al piano prospettato dalla giunta Nai. Adesso toccherà alla politica fare i prossimi passi, e ai dissenzienti reagire e rispondere con le azioni che verranno giudicate opportune. 

La partita, nel 2020, entrerà certamente e decisamente nel vivo.

Articolo tratto da www.ticinonotizie.it

 

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