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Attualità | 10 gennaio 2020, 23:04

Mortara, verrà posizionata la pietra di inciampo per ricordare Cesare Capettini

Sarà collocata in piazza Marconi (davanti alla stazione ferroviaria) il prossimo 28 gennaio alle ore 15.30

Mortara, verrà posizionata la pietra di inciampo per ricordare Cesare Capettini

La maggior parte delle pietre di inciampo sono state collocate in Germania. E’ stato l’artista tedesco Gunter Demnig a lanciare l’iniziativa che nel corso degli anni si è estesa anche in altre nazioni. In Italia la prima è stata posizionata a Roma nel 2010 ed in breve tempo sono arrivate pure in Lomellina grazie alle sezioni Aned ed Anpi di Vigevano e Mortara con il patrocinio dei rispettivi Comuni.

La pietra di inciampo non è altro che un cubo in ottone di grandezza 10x10 che viene inserita nel porfido al posto di un sampietrino. Quest’anno nella città dell’oca ne verrà collocata una in memoria di Cesare Capettini. A ricordare la sua persona è Piero Rusconi, presidente Anpi Mortara.

“Capettini era un partigiano - spiega - catturato dai tedeschi nel 1944 e deportato a Mauthausen. In seguito morì e non si ritrovò neppure più il corpo. Abbiamo ritenuto giusto posizionare una pietra di inciampo per ricordarlo. In accordo con l’amministrazione comunale abbiamo deciso di collocarla davanti alla stazione perché lui ha abitato in una zona abbastanza periferica di Mortara, mentre piazza Marconi è sicuramente un punto di grande passaggio”.

La posa della pietra di inciampo verrà effettuata alle ore 15.30 e sarà l’occasione per spiegare il significato del gesto. Successivamente alle ore 16 ci si sposterà in biblioteca, dove è in programma una commemorazione vera e propria descrivendo il personaggio. “Toccheremo un discorso più ampio - riprende Rusconi - perché, siccome il 27 gennaio è la giornata della memoria, parleremo di questa tematica facendo poi un riferimento specifico a Cesare Capettini. Oltre alla popolazione abbiamo esteso l’invito alle scuole. Saranno presenti i ragazzi delle medie ed in questi giorni sto prendendo contatti con l’istituto Pollini ed il liceo linguistico per capire se possono essere interessati. In questo modo raggiungeremo il nostro obiettivo facendo arrivare il messaggio alle nuove generazioni”.

Fabrizio Negri

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