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Attualità | 27 gennaio 2020, 12:51

Quella dichiarazione d'amore eterno con cui disse addio al basket: il ricordo più bello di Kobe

Il modo migliore per ricordare la leggenda dell'Nba ci sembra quello di usare le stesse parole che Bryant utilizzò per dire addio allo sport che amava sopra ogni cosa. Parole che oggi suonano quasi come un testamento capace di essere immortale

Quella dichiarazione d'amore eterno con cui disse addio al basket: il ricordo più bello di Kobe

Nelle ore della drammatica notizia della morte di Kobe Bryant il modo migliore per ricordarlo ci sembra con delle parole che suonano quasi come un testamento capace di essere immortale. Questa è la lettera con cui Bryant annunciò il ritiro dal basket giocato a fine novembre 2015. Una dichiarazione d'amore eterno per questo sport che parte ricordando quando Kobe, allora un bambino di sei anni, si innamorò della pallacanestro seguendo le orme del padre.

Caro basket,

dal momento in cui ho cominciato ad arrotolare i calzini di mio padre

e a lanciare immaginari tiri della vittoria nel Great Western Forum

ho saputo che una cosa era reale:

mi ero innamorato di te.

Un amore così profondo che ti ho dato tutto

dalla mia mente al mio corpo

dal mio spirito alla mia anima.

Da bambino di 6 anni

profondamente innamorato di te

non ho mai visto la fine del tunnel.

Vedevo solo me stesso

correre fuori da uno.

E quindi ho corso.

Ho corso su e giù per ogni parquet

dietro ad ogni palla persa per te.

Hai chiesto il mio impegno

ti ho dato il mio cuore

perché c’era tanto altro dietro.

Ho giocato nonostante il sudore e il dolore

non per vincere una sfida

ma perché TU mi avevi chiamato.

Ho fatto tutto per TE

perché è quello che fai

quando qualcuno ti fa sentire vivo

come tu mi hai fatto sentire.

Hai fatto vivere a un bambino di 6 anni il suo sogno di essere un Laker

e per questo ti amerò per sempre.

Ma non posso amarti più con la stessa ossessione.

Questa stagione è tutto quello che mi resta.

Il mio cuore può sopportare la battaglia

la mia mente può gestire la fatica

ma il mio corpo sa che è ora di dire addio.

E va bene.

Sono pronto a lasciarti andare.

E voglio che tu lo sappia

così entrambi possiamo assaporare ogni momento che ci rimane insieme.

I momenti buoni e quelli meno buoni.

Ci siamo dati entrambi tutto quello che avevamo.

E sappiamo entrambi, indipendentemente da cosa farò,

che rimarrò per sempre quel bambino

con i calzini arrotolati

bidone della spazzatura nell’angolo

5 secondi da giocare.

Palla tra le mie mani.

5… 4… 3… 2… 1…

Ti amerò per sempre,

Kobe

redazione online Varese

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