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Attualità | 15 aprile 2020, 10:12

Coronavirus: al safari park di Pombia gli animali rischiano ancora di rimanere senza cibo

Coronavirus: al safari park di Pombia gli animali rischiano ancora di rimanere senza cibo

E’ uno dei più grandi parchi zoologici del nord Italia, oltre 400.000 metri quadrati sulle colline tra il Ticino e il Lago Maggiore. Fondato nel 1976, e poi rinnovato e rilanciato nel 1999 il “Safari park” di Pombia, in provincia di Novara avrebbe dovuto riaprire per la nuova stagione primaverile-estiva a metà marzo.

Ma l’esplosione dell’epidemia di Covid-19 ha bloccato tutto: cancelli sbarrati, nessun ingresso, in un periodo normalmente affollatissimo, con gite scolastiche e viaggi organizzati. E di conseguenza, nessun introito.

Titolare del parco è Orfeo Triberti, discendente di una storica famiglia circense: un mese fa era stato proprio lui a lanciare un appello:  l’assenza di ricavi stava mettendo a rischio la continuità degli approvvigionamenti di cibo per gli animali. Triberti aveva chiesto sostegno alle aziende agricole e alle strutture di distribuzione commerciale suggerendo di donare derrate alimentari superflue o non più idoneo alla vendita. Il grido d’allarme per la sorte degli oltre 400 animali ospitati a Pombia aveva avuto una eco immediata, dal novarese, da tutta Italia e anche da oltre confine, al punto che il Safari Park è riuscito ad assicurarsi l’autonomia alimentare fino ad inizio maggio. Ma ovviamente non basta. Una volta terminate le scorte il Safari Park sarà di nuovo a forte rischio.

E non serve solo cibo: “Abbiamo bisogno – dice il responsabile marketing del parco, Luca Torno – anche di disinfettanti, abiti da lavoro, guanti. E del gasolio per i mezzi operativi”. Il Safari Park ha dunque rilanciato l’appello per la raccolta di cibo (“nulla sarà sprecato – dicono i responsabili- perché siamo in rete con altri parchi simili al nostro, e quanto arriva viene ridistribuito a realtà che operano in tutta Europa” ) ma propongono anche una vera e propria “adozione a distanza” degli animali che vivono a Pombia.

Singoli privati o aziende possono farsi carico del mantenimento per dodici mesi di un singolo esemplare con donazioni in denaro. E continua anche la campagna di vendita on line di biglietti di ingresso. ”Il biglietto – spiegano - lo si potrà poi utilizzare per tutta la stagione non appena la situazione di emergenza sarà rientrata. E’ possibile anche donarlo. Ma tanti amici – concludono alla direzione del Parco – stanno aquistando biglietti per darci una mano, anche se non verranno mai a vistarci perchè vivono lontano.”

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