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Attualità | 13 giugno 2020, 12:48

Vacanze post Covid, Toscana, Puglia e Sicilia resistono al virus

Sono tra le mete più ambite di questa estate. Ma in vacanza andrà solo il 50% degli italiani per la paura del virus e la crisi economica

Vacanze post Covid, Toscana, Puglia e Sicilia resistono al virus

Tra la mania di igienizzare, la paura di contrarre il virus e la crisi che morde sarà solo la metà degli italiani ad andare in vacanza. La Toscana, insieme a Sicilia e Puglia, è la meta più ambita per queste vacanze post lockdown per l'emergenza Covid-19. La vacanza più gettonata è quella tra i confini nazionali per una massimo due settimane, al mare e nel mese di agosto.

L'identikit del turista post Covid-19 emerge dall'indagine nazionale realizzata da Demoskopika per conto del comune di Siena.

Ma la paura frena, anche se il 51% degli italiani ha comunque deciso di fare una vacanza solo il 5,5% ha prenotato. Fra quelli che invece non partiranno proprio, circa 25 milioni di connazionali, quasi 8 milioni non lo farà per scelta, ma perché fermato da ragioni economiche.

Ben 4 vacanzieri su 10 optano per soluzioni ricettive ritenute sicure, come appartamento preso in affitto, casa di proprietà della famiglia oppure ospite di parenti o amici. 

Al primo posto delle indicazioni relative alle misure che i potenziali clienti si aspettano, c’è l’igienizzazione delle lenzuola e della biancheria da bagno (91%). L’attenzione all’igiene e alla sicurezza sanitaria è evidenziata dal fatto che l’81,5% chiederà informazioni rispetto alle procedure messe in campo per garantire i clienti, percentuale che sale all’84,7% tra chi pernotta per lavoro, dati confermati dell'Associazione Italiana Confindustria Alberghi con uno studio di Tecné.

Ma sarà anche un'estate all'insegna dei rincari come ha già sottolineato il Codacons, perché il distanziamento sociale presso spiagge, strutture ricettive e locali pubblici comporterà una forte riduzione del numero di clienti giornaliero, mentre l’obbligo di sanificazione e le altre misure di sicurezza su mezzi di trasporto come aerei e traghetti e presso gli esercizi aperti al pubblico ridurrà i guadagni per società ed esercenti ed imporrà nuovi costi a loro carico. 

Una situazione che, inevitabilmente, comporterà un incremento dei listini in tutto il settore (dagli alberghi alle case vacanza, passando per lidi, aerei, traghetti, ristoranti, ecc.), al punto che una vacanza di 10 giorni, secondo il Codacons, arriverà a costare complessivamente fino al +20% in più rispetto allo scorso anno, passando da una spesa procapite media di 736 euro del 2019 agli 883 euro del 2020.

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