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Attualità | 29 giugno 2020, 18:26

Azzi (Ats Pavia): “Dobbiamo tornare alla normalità e ciò significa frequentare locali, negozi e giardini pubblici ma con intelligenza”

Zero contagi, zero decessi oggi sul territorio di Pavia e provincia

Azzi (Ats Pavia): “Dobbiamo tornare alla normalità e ciò significa frequentare locali, negozi e giardini pubblici ma con intelligenza”

Dal 22 febbraio scorso i casi di positività al Covid-19 complessivamente accertati sul territorio di Pavia e provincia sono stati 5.869 (di cui il 56,4% donne), di questi, gli attivi ad oggi sono 931.

In totale sono stati eseguiti 27.651 tamponi compresi gli 8100 eseguiti presso le RSA. I pazienti ricoverati in ospedale sono stati in tutto 2.820, di cui 142 direttamente in terapia intensiva, mentre negli ultimi 5 giorni sono stati ricoverati complessivamente 14 pazienti ma nessuno in Rianimazione. Circa 930 sono le persone tuttora in sorveglianza perchè casi non ancora guariti o contatti stretti di casi. Il dato progressivo dei casi positivi comprende 3.546 pazienti guariti. ma la buona notizia è che per la prima volta dall’avvio dell’emergenza ad oggi abbiamo zero contagi e zero decessi.

«Non smetteremo mai di dire che, finchè non sarà disponibile un vaccino, non saremo fuori pericolo ma lo zero di oggi ci permette di pensare a prevenire la diffusione dell’epidemia e acquisire nuovi strumenti per un’eventuale nuova ondata in autunno con maggiore serenità. Dobbiamo tornare alla normalità e ciò significa tornare a frequentare locali, negozi e giardini pubblici ma con intelligenza e con la massima sicurezza soprattutto per la fascia della popolazione più debole, gli anziani prima di tutto”. evidenzia Mara Azzi, direttore generale di Ats Pavia.

«Non dimentichiamo quindi le 4 armi di prevenzione che abbiamo a disposizione: distanza, mascherina, igienizzazione frequente delle mani e l’app Immuni. Semplici strumenti da utilizzare con serenità e sicurezza per difenderci da un’eventuale ripresa del virus che dipendono dalla consapevolezza di ognuno di noi di fronte a un rischio che resta alto». conclude la dott.ssa Mara Azzi.

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