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Economia | 03 ottobre 2020, 15:12

A.P.I.: "Le imprese hanno bisogno di ripartire. Serve concretezza e non assistenzialismo"

Serve concretezza e non assistenzialismo» Gli imprenditori dell’Associazione Piccole e Medie Industrie si sono riuniti per parlare di: emergenza Covid-19, impatto sulle PMI e tutela dell’imprenditore

A.P.I.: "Le imprese hanno bisogno di ripartire. Serve concretezza e non assistenzialismo"

Tornano le cene conviviali per le imprese associate ad A.P.I., lo scorso 01 ottobre, 60 imprenditori si sono riuniti al ristorante “Al Piave” a Boffalora Sopra Ticino (MI); un incontro quanto mai significativo perché il primo svoltosi sul territorio del Sud Ovest Milano post lockdown.

Sono stati proprio il Covid-19, l’impatto sulle PMI e la tutela dell’imprenditore i temi centrali sui quali si è interrogata la community di imprenditori del distretto Sud Ovest di A.P.I. alla presenza di importanti esponenti del mondo politico e istituzionale del territorio.

Alla cena conviviale hanno, infatti, partecipato Gianmarco Senna, presidente della IV Commissione permanente Attività produttive, istruzione, formazione e occupazione di Regione Lombardia, Silvia Scurati, consigliere della Regione Lombardia, che hanno presentato le proposte per le PMI: i fondi a disposizione, le strategie per affrontare in sicurezza la ripresa e hanno ribadito la disponibilità di Regione al dialogo con l’Associazione per lo sviluppo del tessuto produttivo.

Alberto Fiammenghi, vice presidente A.P.I. (con delega al Distretto Sud Ovest Milano) e Stefano Valvason, direttore generale di A.P.I., hanno fatto gli onori di casa ed evidenziato a Regione Lombardia le esigenze delle imprese per oggi e per il futuro della manifattura.

Sono, inoltre, intervenuti per affrontare le tematiche principali per le PMI: Gian Paolo Valcavi, avvocato dello Studio Legale SCF, Paolo Strada, dottore commercialista e revisore contabile Studio Strada, e Maria Grazia Varraso, direttore sanitario di Csm Care.

«Il 2020 è un anno di grandi prove, le ennesime per le PMI. Quindi, come tutelarsi e allo stesso tempo competere per stare al passo con i tempi e accettare le sfide che il mondo impone? – si è chiesto Alberto Fiammenghi, -. A.P.I. si è interrogata quotidianamente su questi aspetti e in questi mesi per contrastare l’emergenza Covid-19 ha supportato le associate con informazioni fruibili e chiare, task force di funzionari dedicata, nuovi servizi specifici, gestione degli ammortizzatori sociali e diffusione delle opportunità su bandi e accesso al credito. La volontà di trovare insieme le soluzioni ai problemi e promuovere occasioni di incontro e sinergia tra gli imprenditori associati è anche l’obiettivo della cena».

Sul territorio del Sud Ovest Milano, A.P.I. conta 250 associate per 500 dipendenti. Numerose le richieste di supporto giunte all’Associazione durante il lockdown, ma anche nei mesi successivi, soprattutto in tema di relazioni industriali, risorse finanziarie e sicurezza sul lavoro, ma anche di formazione per affrontare le sfide del futuro.

«È necessario creare un clima di fiducia – ha concluso Stefano Valvason, direttore generale di A.P.I., rivolgendosi alle istituzioni presenti, ribadendo che A.P.I. c’è per garantire il confronto costruttivo con Regione Lombardia a favore delle PMI rappresentate. Proprio come accade con la Prefettura di Milano, all’interno del "Comitato Territoriale per il Controllo e la Sicurezza delle Attività Produttive" o con gli enti locali. Le imprese chiedono concretezza, facilitazioni agli investimenti e non misure assistenziali, e da tempo insistono perché nell’agenda della politica al primo punto ci sia la centralità delle imprese. Gli imprenditori sono stanchi di fare i conti con ordinanze e DPCM, spesso in contrasto e varati all’ultimo momento, ma anche di non avere regole certe e chiare. Tutta questa ridondante burocrazia ha generato costi e incertezze, in un periodo in cui è necessario prendere decisioni rapidamente ed essere messi nelle condizioni di investire. Non servono proclami; servono risorse per adeguare le competenze degli imprenditori. Le aziende hanno bisogno di ripartire e non devono sempre contare solo sulle loro forze».

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