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Attualità | 17 novembre 2020, 18:38

Zone rosse e arancio, le Regioni vogliono solo 5 indicatori

I governatori hanno chiesto un incontro urgente con il governo. Ma l'Istituto superiore di sanità difende i 21 parametri esistenti: "Sono solidi"

Zone rosse e arancio, le Regioni vogliono solo 5 indicatori

 La raffica di ordinanze con cui il ministro della salute Speranza, nel giro di dieci giorni, ha assegnato le nuove classificazioni di rischio Covid alla Toscana e a molte altre regioni non è piaciuta affatto a molti governatori. I quali oggi, tramite la Conferenza delle Regioni, hanno chiesto al governo un incontro urgente per rivedere alcuni dei parametri con cui viene valutata, settimana dopo settimana, l'evoluzione dell'epidemia di Covid nei territori e determinato l'eventuale passaggio in zona arancione o rossa.

“C’è la necessità di rivedere in un’ottica di semplificazione i parametri che sono stati elaborati nella prima fase della pandemia -ha spiegato il vicepresidente della Conferenza delle Regioni, Giovanni Toti - procedendo ad un aggiornamento delle indicazioni sull’utilizzo dei test rapidi antigenici e del test di biologia molecolare e alla modifica degli indicatori per il monitoraggio ai fini della classificazione".

In sintesi le Regioni chiedono di utilizzare solo 5 indicatori al posto dei 21 attualipercentuale di tamponi positivi escludendo tutti quelli  effettuati solo per controllo, un Rt calcolato sulla base della sorveglianza integrata dell'Istituto superiore di sanità (Iss), il tasso di occupazione dei posti letto di terapia intensiva per pazienti Covid e quello dei posti letto totali riservati ai pazienti Covidrisorse per garantire il tracciamento dei contatti dei positivi e la loro quarantena, tipologia di figure professionali tempo/persona dedicato al tracciamento dei contatti in ciascun servizio territoriale.

Dal canto suo l'Istituto superiore di sanità ha difeso l'attuale criterio di monitoraggio dei dati e i 21 indicatori utilizzati finora. "Il sistema non è troppo complesso e al contrario tiene conto di tutti gli aspetti legati alla pandemia e alla risposta dei sistemi sanitari - si legge sul sito dell'Iss - La presenza di diversi indicatori permette di limitare e controbilanciare gli effetti negativi che la pressione sui sistemi sanitari può avere sulla completezza dei dati".

"L'indice Rt è affidabile anche se non tiene conto degli asintomatici - si legge ancora sul sito Iss - Calcolandolo sui casi sintomatici e sugli ospedalizzati possiamo utilizzare un criterio stabile e costante. Anche il tasso di occupazione delle terapie intensive e delle aree mediche è un indicatore solido, per questo non se ne descrive il flusso in entrata e in uscita. Stiamo lavorando allo sviluppo di ulteriori format di accesso ai dati, nel rispetto delle norme che tutelano la privacy e delle ordinanze sulla sorveglianza epidemiologica".

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