L'ipotesi più probabile per il Dpcm in vigore dal 4 dicembre è quella che non verrà concessa alcuna deroga ai ristoranti per il giorno di Natale e a Santo Stefano, così come non ci saranno allentamenti durante le feste per quanto riguarda gli spostamenti tra Regioni, neppure tra quelle gialle, a parte i rientri a casa dei residenti: è l'indiscrezione del Corriere della Sera che, tra l'altro, aggiunge come dovrebbe essere confermato il coprifuoco dalle 22 alle 6 (secondo il quotidiano Open, al massimo, si potrebbe giungere alle 23).
Di più: niente piste da sci aperte, a differenza per esempio della Svizzera, oltre all'obbligo di quarantena per chi rientra dall'estero. Tornando a ristoranti e bar, potrebbero rimanere aperti solo fino alle ore 18 e solo in zona gialla a partire dal 4 dicembre (si ipotizza però che «tra il 10 e il 15 dicembre tutta Italia possa essere in fascia gialla»), mentre resterebbero «chiusi tutto il giorno a Natale e Santo Stefano». I negozi invece sarebbero «aperti fino alle 21», così come i centri commerciali «il sabato, la domenica e nei giorni festivi che precedono la pausa natalizia». Infine, il coprifuoco delle 22 - o, tutt'al più, alle 23 - allo stato attuale verrebbe mantenuto anche per la sera della Vigilia e per Capodanno. Divieto assoluto di feste pubbliche e private e raccomandazione di ricevere in casa al massimo sei persone - bambini esclusi - e possibilmente parenti di primo grado.
E le scuole? Le superiori resterebbero chiuse fino al 7 gennaio, specifica il Corriere: in fascia arancione, cioè anche in Lombardia, apriranno da lunedì prossimo anche seconde e terze medie.
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