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Sport | 10 dicembre 2020, 18:19

Claudio Gentile dice addio a Paolo Rossi: «Un uomo straordinario, la sua morte mi lascia senza parole: buon viaggio»

Il ricordo del compagno di squadra nell'indimenticabile spedizione Mundial del 1982: «Il primo gol alla Germania lo segnò su mio cross. Sapevo che aveva un grosso problema di salute, ho sperato che riuscisse a reagire con la sua forza e la sua voglia di vita e famiglia»

Claudio Gentile dice addio a Paolo Rossi: «Un uomo straordinario, la sua morte mi lascia senza parole: buon viaggio»

È morto il grande attaccante Paolo Rossi, vincitore (anche) del pallone d'oro, uno dei protagonisti dello storico "Mundial" del 1982, iniziato non troppo bene, per poi prendere il volo con partite storiche contro l'Argentina di Maradona, il Brasile di Zico e, ovviamente, la Germania sconfitta 3-1 in finale a Madrid.

Pablito, come venne battezzato dai tifosi azzurri, fu convocato in Nazionale dopo una squalifica per calcio scommesse, una scelta su cui i giornali all’epoca polemizzarono molto, sostenendo che tale convocazione fosse molto forzata e che calciatori come Pruzzo e Beccalossi avrebbero meritato di più.

Sulla sua morte sopravvenuta oggi, giovedì 10 dicembre, per un male incurabile,  abbiamo sentito Claudio Gentile, suo compagno in azzurro che ricorda così il campione.
Era un atleta semplice, un uomo straordinario, un "uomo spogliatoio" che si metteva a disposizione del gruppo. Il suo primo gol contro la Germania fu realizzato su un mio cross a mezza altezza. Dovevamo giocare palle basse, perché i tedeschi erano avvantaggiati per la loro statura.

Il Mondiale 1982 iniziò tra molte polemiche...
L’inizio del campionato del mondo non fu facile sia per le polemiche, specie nelle prime partite di qualificazione, sia perché avevamo ancora i postumi dell’acido lattico della intensa preparazione. Il gruppo decise insieme a dirigenti e allenatori di fare il silenzio stampa , per via di false indiscrezioni e di cattiverie inaudite che coinvolsero sia Rossi che Cabrini. Fu Bearzot che incaricò Zoff di parlare con la stampa. Paolo soffrì molto, ma per fortuna fa forza del gruppo e la voglia di riscatto ebbero la meglio.

Era a conoscenza della malattia?
Sapevo che Paolo aveva un grosso problema di salute, ma conoscendo la sua forza di carattere pensavo e speravo in una grande reazione, anche perché era un persona determinata e molto legata alla vita e alla sua famiglia. Ho avuto qualche sospetto quando recentemente l’ho rivisto in televisione, mi era parso molto provato. Ho sentito anche i miei compagni di squadra, ma non si pensava ad un peggioramento così; stamattina, quando ho appreso la notizia, sono rimasto veramente senza parole. Ho perso un caro amico.

Cosa ricorda di questo grande campione?
La velocità di esecuzione: anche se non aveva un fisico super dotato, riusciva a fare breccia nella difesa. Era la disperazione dei difensori che lo marcavano. Magari per 89 minuti rimaneva sornione; poi in un minuto ribaltava il risultato. Sinceramente in campionato non mi è mai capitato di marcarlo... E meno male! Buon viaggio caro Paolo, ora dribbla in Paradiso gli altri campioni che ti hanno preceduto.

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