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Attualità | 05 gennaio 2021, 10:18

"Non ti vuoi vaccinare contro il Coronavirus? Potresti essere licenziato"

Raffaele Guariniello, giurista e magistrato: «Lo prevede la legge. Perché è necessario tutelare la salute pubblica»

"Non ti vuoi vaccinare contro il Coronavirus? Potresti essere licenziato"

Chi non si vuole vaccinare contro il Covid, potrebbe essere licenziato. A dirlo è la legge, almeno secondo quanto scrive il giurista e magistrato, dalla lunga carriera piemontese, Raffaele Guariniello.

Questa considerazione potrebbe cambiare le carte in tavola, per chi è indeciso se vaccinarsi oppure no. Soprattutto se fa parte delle così dette categorie a rischio, come medici, infermieri, insegnati.

Una parte della politica vorrebbe far diventare il vaccino obbligatorio ma esiste già un’altra strada. Ad indicarla è Guariniello, che ha dedicato la sua carriera alla tutela della salute, dell’ambiente e del lavoro. E lo scrive nero su bianco sull’ultimo numero Diritto & Pratica del Lavoro e riguarda il "Testo Unico della Sicurezza sul Lavoro", afferma Guariniello che cita l'articolo 279 che impone al datore di lavoro di mettere a disposizione «vaccini efficaci per quei lavoratori che non sono già immuni all'agente biologico, da somministrare a cura del medico competente».

Come stabilito da due decreti legge che hanno recepito una direttiva europea, il Covid-19 rientra nella categoria degli "agenti biologici" ed è compreso nel gruppo dei più insidiosi. Quindi, secondo queste norme, dal momento che sarà disponibile per tutti un vaccino anti-Covid (l'agente biologico), il datore di lavoro è tenuto ad adeguarsi e mettere "a disposizione" vaccini efficaci. Si parla di milioni e milioni di persone, dipendenti (e non) privati e pubblici. Il fatto che la legge dica «mettere a disposizione», non obbliga nessuno a vaccinarsi, però Guariniello sottolinea come «la stessa norma impone al datore di lavoro l'allontanamento temporaneo del lavoratore in caso di inidoneità alla mansione su indicazione del medico». Perché la legge prevede l’obbligo di allontanare il lavoratore e di adibirlo ad altra mansione, ma solo “ove possibile”.

La Cassazione ritiene che tale obbligo non può ritenersi violato quando la ricollocazione del lavoratore non è compatibile con l’assetto organizzativo stabilito dall’azienda stessa. Il datore di lavoro è obbligato a predisporre misure organizzative per tutelare il lavoro, ma se questo non è possibile si rischia la rescissione del rapporto. Il che non è una giusta causa di licenziamento, perché lo stato di emergenza non consente i licenziamenti. Il lavoratore fragile ha diritto allo smart working e se anche questo non è possibile, allora si può licenziare il lavoratore che si è rifiutato di vaccinarsi contro il Covid19.

«La Corte Costituzionale lo ha ribadito più volte: la tutela della salute è un diritto dell'individuo e un interesse della collettività», ha precisato Guariniello e questo vale anche per medici, infermieri e lavoratori delle Rsa.

Targatocn.it

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