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Sport | 13 gennaio 2021, 15:39

Comitati, vaccini e Dpcm. Ecco perchè la ripresa dei campionati dilettantistici entro la primavera appare un'utopia

Comitati, vaccini e Dpcm. Ecco perchè la ripresa dei campionati dilettantistici entro la primavera appare un'utopia

Sono attese per oggi le prime concrete anticipazioni relative al nuovo Dpcm che verrà varato dal presidente del Consiglio, in tandem con il governo e il Comitato Tecnico Scientifico.

Il primo punto fermo va alla proroga dello stato di emergenza almeno fino al 30 di aprile, in più le maglie dei provvedimenti in atto andranno ulteriormente a stringersi, impedendo lo spostamento tra regioni anche in zona gialla e l'asporto ai bar dopo le ore 18.

Il motivo, sottolineato dal ministro della Salute, Roberto Speranza è uno: limitare la circolazione delle persone e di conseguenza del virus per facilitare le prime inoculazioni del vaccino.

Entro marzo, dovrebbero essere vaccinati infatti 6 milioni di individui, "appena" il 10% circa della popolazione italiana.

Ecco perchè, dati e intenzioni politiche alla mano, risulta a dir poco utopico intravedere la ripresa degli sport dilettantistici di contatto, su tutto il territorio nazionale, almeno fino a primavera. Qualche timida apertura la si potrà eventualmente avere per l'attività individuale all'interno di palestre e piscine, in caso di un repentino abbassamento della curva pandemica, ma l'ipotesi che le autorità sanitarie permettano gli spostamenti domenicali e l'utilizzo degli spogliatoi a decine di migliaia di tesserati dilettantistici in tutta Italia, appare ad oggi, senza l'utilizzo dei tamponi, irreale.

Imporre inoltre la chiusura dei ristoranti, come di numerose altre attività economiche, e poi permettere a tutto il mondo sportivo dilettantistico, (di ogni disciplina) di chiudersi dentro uno spogliatoio apparirebbe come una misura, ad oggi e con questi numeri, difficile da far comprendere al Paese.

Da Roma sta circolando la voce di una possibile ripresa, in ambito calcistico, solo per l'Eccellenza, effettuando i tamponi rapidi sulla medesima falsariga della Serie D, ma resta un'indiscrezione che al momento (tenendo anche conto di costi e organizzazione) non trova conferma.

Nel caso gli allenamenti non dovessero ripartire prima di aprile, avendo solo maggio giugno a disposizione per la chiusura dei tornei, il rischio dell'annullamento della stagione diventerebbe inevitabile, a meno di decisioni che però andrebbero a cadere nel grottesco.

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