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Sport | 12 aprile 2021, 13:46

Lorenzo (Sonego) il Magnifico, e i moschettieri di Montecarlo - di Teo Parini

Lorenzo (Sonego) il Magnifico, e i moschettieri di Montecarlo - di Teo Parini

Comincia oggi una grande giornata per gli appassionati  di tennis. Il torneo di Montecarlo è sempre stato, storicamente, uno dei più amati dai giocatori italiani anche prima del successo di Fabio Fognini nel 2019.  Ai cinque ammessi di diritto al main draw (con Berrettini già al secondo turno), si sono aggiunti domenica anche altri quattro azzurri al termine delle qualificazioni: Marco Cecchinato, Salvatore Caruso, Stefano Travaglia e Thomas Fabbiano. Nel pezzo di Teo Parini l’elogio di Lorenzo Sonego, che ieri ha trionfato nell’Atp 250 di Cagliari. 

Fossimo rimasti a non più di 12 mesi fa, l’Italia del tennis, anzi dello sport tout court, sarebbe in estasi per l’ascesa costante di un giocatore che sarà forse poco appariscente nel gioco e antipersonaggio nella vita fuori dal campo ma che fortissimo nel suo lavoro lo è di sicuro: Lorenzo Sonego, il polpo.

Invece tutti gli occhi degli aficionados meno attenti cadono acriticamente sulla coppia d’oro del tennis, quella composta da Sinner il Predestinato, colui che con ogni probabilità chiuderà la carriera da miglior azzurro dell’Era Open, e da Musetti, la cui meraviglia tennistica rende carta straccia gli almanacchi e ogni altra considerazione legata ai risultati. È un erroraccio.

Oltre che un peccato, perché Sonego è una manna dal cielo, da oggi è numero 28 delle classifiche mondiali e in uno scampolo di carriera ha già collezionato 2 titoli del circuito maggiore in 3 finali disputate sulle diverse superfici in uso. Tennista per tutte le stagioni, dunque, nel senso di completezza e versatilità.

Ragazzo serio, lavoratore instancabile, guerriero come pochissimi altri colleghi, Lorenzo ha tennisticamente sette vite e con abnegazione certosina le sciorina tutte, una per una, prima di concedersi alla sconfitta. Che, risultati alla mano, è un’eventualità oggi decisamente remota. Incarna quindi a meraviglia il detto di Tommasiana memoria secondo il quale un match finisce solo quando l’ultima palla rimbalza due volte.

Giocatore con importanti margini di miglioramento, Sonego – detto a beneficio dei più nostalgici – mette sul playground un dritto letale e stilisticamente gradevole che rimanda ai giorni di grazia, quelli di Rotterdam, di Omar Camporese, campione che ricordiamo sempre con piacere al pari del suo formidabile colpo di rimbalzo.

Che dire, con 4 ragazzi in Top 30, e Musetti che farà storia a sé, ci aspettano giorni di gloria. Era ora.

Teo Parini

Articolo tratto dal sito partner www.ticinonotizie.it

 

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