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Eventi | 22 aprile 2021, 19:24

Vigevano, la pandemia non ferma la voglia di far musica degli Amber. Uscito il loro primo album

“Hobby” è il titolo dell’album di esordio della band vigevanese, composta da Riccardo Bruggi, Federico Mazzucco, Andrea Perego e Giacomo Fabbrica

Vigevano, la pandemia non ferma la voglia di far musica degli Amber. Uscito il loro primo album

Un banco del liceo, un’amicizia e tanta voglia di divertirsi attraverso la musica. Sono nati proprio così gli Amber, gruppo musicale che ha iniziato quasi per gioco ed oggi si ritrova a presentare l’album d’esordio dal titolo “Hobby”, pubblicato con l’etichetta G!ga Dischi e uscito lo scorso 26 marzo. Un percorso di crescita voluto fortemente dalla band, composta da quattro ragazzi di Vigevano, tutti di età compresa tra i 23 e i 25 anni.

A creare il progetto sono stati il cantante Riccardo Bruggi ed il batterista Federico Mazzucco. Con il passare del tempo, il gruppo è andato a definirsi con gli ingressi del bassista Andrea Perego e del chitarrista Giacomo Fabbrica. Un puzzle che è andato a comporsi, ma la vera forza sta nel fatto che in piena pandemia sono riusciti a presentare il loro primo album.

«Ci sarebbe piaciuto pubblicizzarlo al di fuori dei canali online - spiega il cantante Riccardo Bruggi, autore anche dei testi delle canzoni degli Amber - ma tutto ciò non è possibile. Purtroppo la questione di non potersi esibire dal vivo è determinante, ma nonostante ciò abbiamo voluto procedere alla pubblicazione il prima possibile, senza attendere i risvolti legati all’emergenza sanitaria. Questo perché stiamo già lavorando in vista di progetti futuri. I brani dell’album risalgono infatti ad alcuni anni fa. La scrittura delle canzoni è relativa al periodo da ottobre 2016 fino al 2018 con la volontà iniziale di far uscire il disco nel 2019, anche se poi alcune problematiche hanno fatto slittare la data».

Nove tracce (otto più un intro strumentale), tra queste Supreme, singolo pubblicato nell’aprile 2018, e Porta Genova, uscito nel novembre 2020. Una band molto giovane che al contrario dell’età anagrafica dei suoi componenti ha una storia ben più datata.

«Le origini del gruppo - riprende Bruggi - risalgono al maggio 2010. All’epoca io e Federico Mazzucco frequentavamo le medie nella stessa classe e abbiamo deciso di formare una band con il solo scopo di divertirci. Pian piano abbiamo iniziato a delineare la nostra identità e, con l’arrivo di Andrea Perego, siamo partiti anche con la scrittura dei testi di genere pop punk, ma anche indie rock. Nel 2012 ci siamo poi trasformati in quartetto grazie all’ingresso di Giacomo Fabbrica. Il grande cambiamento è avvenuto nel 2016, quando abbiamo deciso di passare dall’inglese all’italiano portando così una sorta di rivoluzione».

E il nome della band, invece, da cosa deriva? «Non esiste un motivo vero e proprio - conclude Bruggi -. Io e Federico Mazzucco eravamo compagni di banco anche alle scuole superiori e, durante un’ora di latino, abbiamo iniziato a scrivere una ventina di nomi su un foglio per scegliere il migliore da attribuire alla band. Tra questi ci è piaciuto Amber Wave per il solo motivo che suonava bene. Con il passaggio dei nostri testi all’italiano abbiamo poi tolto Wave lasciando solo Amber».

Fabrizio Negri

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