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Economia | 23 settembre 2021, 11:28

Magneti Marelli taglia 1500 posti di lavoro. Timori dei sindacati, Corbetta per ora NON viene citata

Magneti Marelli taglia 1500 posti di lavoro. Timori dei sindacati, Corbetta per ora NON viene citata

Una notizia preoccupante ha scosso ieri sera le cronache finanziarie (ed anche il territorio del Magentino).

Magneti Marelli ha in programma di tagliare 1.500 posti di lavoro a livello mondiale ed avere una struttura piu’ snella, dopo che la pandemia ha portato ad una carenza di componenti. Il gruppo tagliera’ circa il 7,5% dei suoi 20.000 dipendenti l’anno prossimo per allineare la forza lavoro e i suoi costi al livello attuale del settore.

Lo riferisce Bloomberg, dopo aver visionato una lettera dell’amministratore delegato, Beda Bolzenius, mandata al personale.

Marelli Corp è stata costituita nel 2019, quando Kkr ha completato l’acquisizione di Magneti Marelli da Fiat Chrysler Automobiles e l’ha unita con la società Calsonic Kansei di cui era già proprietaria. Marelli corp ha oggi 43 mila dipendenti di cui circa un quarto in Italia e un giro d’affari di quasi 10,5 miliardi di euro l’anno. In Italia Marelli conta 19 siti produttivi collocati per lo più in prossimità dei poli produttivi automobilistici e quindi Torino, Melfi (Potenza), Pomigliano d’Arco (Napoli), Bologna e ovviamente Corbetta. Dove peraltro, stando alle voci di stampa, non ci sarebbero dei particolari timori sui posti di lavoro (che invece, in Italia,  sarebbero soprattutto per lo stabilimento di Sulmona, in Abruzzo).

Kkr starebbe anche valutando la possibilità di vendere alcune divisioni, a cominciare dai sistemi di sospensione, per concentrarsi su prodotti di componentistica più redditizi.

“Siamo fortemente preoccupati della modalità di procedere in questo modo da parte di Marelli. È urgente un incontro”. Così il segretario nazionale Fim-Cisl Ferdinando Uliano commenta la comunicazione da parte del Ceo di Marelli, “appresa dalle agenzia stampa”, di un’operazione di riduzione dei costi a livello globale, “che sembra determini una riduzione complessiva di circa 1500 lavoratori impiegati slegati dalla produzione”.

“Si dichiara un processo di razionalizzazione a livello centrale e poi si chiede alle diverse realtà di operare di conseguenza, senza alcuna valutazione sulla situazione nei singoli paesi e senza una discussione puntuale sul piano industriale complessivo”, prosegue Uliano.

“Un modo di procedere questo, che non ci vede d’accordo nemmeno sulla modalità di comunicazione. Le organizzazioni sindacali non sono state informate dal Ceo rispetto a queste importanti comunicazioni in un apposito incontro. Chiediamo quindi con urgenza una convocazione del sindacato per essere puntualmente informati su quanto comunicato ai media e soprattutto, per aprire un confronto sulle scelte e i piani industriali necessari per dare prospettive alle realtà di Marelli nel nostro Paese. Le eventuali razionalizzazioni non possono essere anteposte ad ogni discussione di garanzia di prospettive e soprattutto devono essere condivise da lavoratori e sindacato”, conclude.

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