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Cronaca | 30 settembre 2021, 11:56

Tragedia del Mottarone, il pm Bossi: «Rimettete in carcere Nerini e Perocchio»

Il tribunale del riesame si è riservato la decisione, che arriverà nei prossimi giorni

Tragedia del Mottarone, il pm Bossi: «Rimettete in carcere Nerini e Perocchio»

Si è conclusa ieri al tribunale del riesame di Torino l'udienza sul ricorso presentato dalla procura di Verbania contro la mancata convalida, il 29 maggio scorso, da parte dell'allora gip, Donatella Banci Buonamici delle misure cautelari a carico di Luigi Nerini ed Enrico Perocchio, rispettivamente gestore e direttore d'esercizio della funivia del Mottarone.

Entrambi erano stati fermati nella notte del 26 maggio insieme a Gabriele Tadini, capo servizio dell'impianto per il quale il gip aveva disposto gli arresti domiciliari. Contro la posizione di quest'ultimo la procura non ha fatto appello. Nei due giorni di udienza davanti al Riesame si è discusso in particolare delle nuove prove portate dalla procura, tra cui le testimonianze di alcune persone già sentite subito dopo i fatti e successivamente riascoltate e soprattutto di quella di un ex dipendente che secondo l'accusa rafforzerebbero l’ipotesi di responsabilità di Nerini e Perocchio.

Durante l'udienza la procuratrice capo di Verbania, Olimpia Bossi, secondo quanto si è appreso, ha ribadito la richiesta di misura cautelare in carcere per Nerini e Perocchio per i reati di rimozione dolosa di cautele contro gli incidenti e omicidio colposo. Richiesta alla quale le difese si sono opposte. Nessuna dichiarazione dalla procuratrice al termine dell'udienza. Lasciando il Palagiustizia di Torino si è limitata ad osservare "attendiamo la decisione del tribunale".

Commentando l’udienza l'avvocato Andrea Da Prato, legale di Enrico Perocchio ha detto che le difese attendono "la decisione del tribunale del riesame con serenità. E non è una frase di circostanza". "È stato lo stesso materiale depositato dal Pubblico Ministero ad esserci di aiuto: quelle testimonianze dimostrano che alla Funivia del Mottarone c’erano regole precise su chi doveva fare cosa. E queste regole venivano applicate alla lettera”, ha aggiunto Pasquale Pantano, avvocato di Luigi Nerini. Il riferimento e alle ultime testimonianze raccolte dagli inquirenti e, in particolare, quella di un ex dipendente che ha consegnato un file audio di una conversazione risalente al 2019.

Il tribunale del Riesame si è riservato la decisione, che arriverà nei prossimi giorni.

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