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Attualità | 02 dicembre 2021, 15:50

Pavia: assegnati al San Matteo 3 Bollini Rosa da Fondazione Onda

Fondazione Onda, Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere, premia 354 ospedali “in rosa”

Pavia: assegnati al San Matteo 3 Bollini Rosa da Fondazione Onda

L’IRCCS Policlinico San Matteo, come avvenuto nelle precedenti cinque edizioni della manifestazione, ha ricevuto, per il biennio 2022-2023, da Fondazione Onda 3 Bollini Rosa: il riconoscimento che l’Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere attribuisce dal 2007 agli ospedali attenti che offrono servizi dedicati alla prevenzione, diagnosi e cura delle principali patologie che riguardano l’universo femminile ma anche quelle che riguardano trasversalmente uomini e donne in ottica di genere.
Il Policlinico San Matteo di Pavia è tra le 107 strutture ospedaliere ad aver ottenuto il massimo riconoscimento: tre bollini.
La valutazione delle strutture ospedaliere e l’assegnazione dei Bollini Rosa è avvenuta tramite un questionario di candidatura composto da oltre 400 domande suddivise in 15 aree specialistiche, più una sezione dedicata alla gestione dei casi di violenza sulle donne e sugli operatori sanitari.
Un’apposita commissione multidisciplinare, presieduta da Walter Ricciardi, Professore di Igiene e Sanità Pubblica all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, ha validato i bollini conseguiti dagli ospedali a seguito del calcolo del punteggio totale ottenuto nella candidatura, considerando gli elementi qualitativi di particolare rilevanza non valutati tramite il questionario (servizi e percorsi speciali, iniziative e progetti particolari).
Tre i criteri di valutazione tenuti in considerazione, la presenza di: specialità cliniche che trattano problematiche di salute tipicamente femminili e trasversali ai due generi che necessitano di percorsi differenziati, tipologia e appropriatezza dei percorsi diagnostico-terapeutici e servizi clinico-assistenziali in ottica multidisciplinare gender-oriented, l’offerta di servizi relativi all’accoglienza delle utenti alla degenza della donna a supporto dei percorsi diagnostico-terapeutici (volontari, mediazione culturale e assistenza sociale) e infine il livello di preparazione dell’ospedale per la gestione di vittime di violenza fisica e verbale.

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