Se il popolo dei SI’ mastica amaro – il dato nazionale aggiornato ad ora parla di un No che ha vinto con il 53% e con un’affluenza alle urne vicina al 59% – resta la consolazione che il popolo lombardo ha votato convintamente per il progetto di riforma della Giustizia. Tant’è che malgrado alcune province storicamente più ‘rosse’, il dato finale parla del SI’ al 53% a livello regionale.
Questo, nonostante l’ormai consolidata anomalia milanese. Già, perché il capoluogo lombardo, ancora una volta, è stregato per il centrodestra. Quelli del NO, infatti, passano con il 58%. Distacco netto insomma.
Venendo invece a noi, a nostri territori, ecco che l’est Ticino si conferma feudo del centrodestra. In particolar modo Arconate dove l’effetto Mario Mantovani si è fatto sentire eccome. Con il SI’ al 61,12% e l’affluenza record alle urne sopra il 65%.
Bene in generale anche altrove anche la battaglia è stata più serrata. A Magenta per esempio con la giunta guidata da Luca Del Gobbo il SI’ ha prevalso per 52,64% a 47,36% con un’affluenza del 63.02%. Risultato pressoché analogo in quel di Abbiategrasso: ha vinto il Sì con una percentuale del 52,53% rispetto al 47,47% dei No. L’affluenza locale definitiva è del 61.36%.
Non si discosta di molto nemmeno Corbetta, comune del Magentino guidato dal civico chiaramente orientato verso il centrodestra Marco Ballarini: anche qui ha vinto il Sì con una percentuale del 51,82% rispetto al 48,18% dei No. L’affluenza locale definitiva è del 63.71%.
L’effetto Mantovani è fatto sentire un po’ in tutta la ‘sua’ terra, ossia l’Alto Milanese: nel comune capofila ossia Castano Primo, ha vinto il Sì con una percentuale del 60,72% rispetto al 39,28% dei No. L’affluenza locale definitiva è del 61.36%.
Il SI’ ha trionfato seppur più a fatica anche a Legnano – comune amministrato dal Sindaco Radice a capo di una coalizione di centrosinistra con una percentuale del 51,22% rispetto al 48,78% dei No. L’affluenza locale definitiva è del 63.92%.
Veniamo ad altre curiosità. Come il dato di Marcallo con Casone un tempo roccaforte leghista e paese del Senatore Massimo Garavaglia – qui i Lumbard hanno amministrato per 25 anni di fila – che malgrado oggi sia in mano ad una civica di centrosinistra, ha fatto bottino pieno con una percentuale vicina al 60% (59,53%). SI’ sopra il 60% anche in riva al Naviglio Grande a Boffalora sopra Ticino anche qui con un’affluenza molto alta superiore al 65%.
In Lomellina registriamo una leggera flessione sulla partecipazione al voto con il 56,65% di Mortara dove il SI varca la soglia del 61%, invece, nella città ducale di Vigevano si viaggia vicini al 60% e con una vittoria dei SI’ al 58,27%.
In generale, la buona notizia che è arrivata dal territorio e da tutto il Paese con la gente che è tornata a votare. Alcuni pensavano che la guerra in Medio Oriente potesse diventare un’arma di distrazione di massa per il partito del ‘non voto’. Non è stato così.
Probabilmente, ha avuto – ma qui ci sarà da ragionare a lungo – un effetto boomerang sul governo e, quindi, sul centrodestra. Ma sono chiavi di lettura da considerare con attenzione. Di certo la mobilitazione è andata oltre le previsioni e ha avuto i suoi effetti sui cittadini.
Quanto all’Est Ticino si conferma un bacino di voti prezioso per il centrodestra. E il verdetto in materia di Giustizia dalle nostre plaghe è pressoché unanime. Peccato che altrove si andata diversamente.
Ultima, appunto, forse anche alla luce del voto generale che si sta delineando nel Lombardo Veneto – questa zona d’Italia è l’unica in cui stanno prevalendo i SI’ in modo netto. Del SI’ in Lombardia al 57% dei voti, abbiamo già detto, in Veneto addirittura si va verso il 59%, in Friuli Venezia Giulia il siamo al 54% – sarebbe bene che il vecchio asse politico tanto caro al compianto Umberto Bossi venga ripreso nella giusta considerazione.
Forse ripartire dai territori, da quella che era la base non sarebbe così male, in un’epoca in cui il global è morto e vince il glocal torniamo all’idem sentire dei popoli.














