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Sport | 05 novembre 2022, 11:15

Mauro Forghieri, il mago della Ferrari morto il 2 novembre e i ricordi del boffalorese Andrea Ranzini

Mauro Forghieri, il mago della Ferrari morto il 2 novembre e i ricordi del boffalorese Andrea Ranzini

Direttore tecnico della scuderia Ferrari. Un personaggio, forse non molto conosciuto se non dai veri appassionati. Eppure di importanza straordinaria. Uno che era dietro le quinte, per intenderci. Il boffalorese Andrea Ranzini è uno di quei veri appassionati di corse che ha avuto la fortuna di conoscere Mauro Forghieri, l’ingegnere della Ferrari morto lo scorso 2 Novembre.

“Carattere vulcanico, istrionico – ricorda Ranzini – Per farmi autografare cinque libri è dovuto intervenire Bruno Giacomelli, tra l’altro socio onorario del Rotary. L’aneddoto più famose che andava raccontato era quello di aver perso il campionato del mondo nel 1974 per un timbro che la Questura non gli aveva messo sul passaporto. All’aeroporto non lo fecero partire.

Arrivò in ritardo e persero il mondiale”.Era soprannominato Furia per il suo carattere vulcanico. “All’epoca – continua Ranzini – le verifiche sulle macchine scoperte venivano fatte con un bastone che doveva partire dal roll bar e toccare la carrozzeria superiore dove c’è il volante e il casco doveva essere interno. Nessuno si accorse che il pilota Paolo Barilla era molto più grande del roll bar, ma lui non se ne preoccupò e disse che ci avrebbero messo la figlia.

Cosa che non fu possibile perché quando andarono in verifica gli fecero modificare il roll bar altrimenti non lo avrebbero fatto correre”. La coppia che amava di più? “Jody Scheckter e Gilles Villeneuve, non si facevano mai i dispetti.

Erano veramente amici”.E aggiunge: “Era una persona tutta d’un pezzo. Incuteva timore e rispetto. La scuderia Ferrari fino al 1985 era nelle sue mani. Il pilota al quale è più dispiaciuto perdere il titolo mondiale è stato il belga Jacky Ickx che lo perse nel 1970. Il cambio al volante l’aveva inventato lui, Mauro Forghieri. Aveva messo due pulsanti sul volante della Formula Uno nel 1980. Ma i piloti Scheckter e Villeneuve non si fidavano senza cambio tra le mani e il progetto venne accantonato per essere ripreso nel 1989 con Nigel Mansel e vinsero col cambio semiautomatico al debutto”.

 

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