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Attualità | 19 novembre 2022, 11:17

Pendolari in presidio in Regione con 30mila firme

I rappresentanti dei comitati hanno manifestato sotto Palazzo Lombardia, chiedendo nuovamente un incontro con il governatore Fontana sulle criticità del sistema ferroviario. Sui cartelli, le numerose firme raccolte tramite una petizione

Pendolari in presidio in Regione con 30mila firme

Pendolari in presidio. Ieri i rappresentanti dei comitati si sono ritrovati a Milano sotto Palazzo Lombardia, sede della Regione, per far sentire la propria voce.
Sui cartelli c’erano le 30mila firme della petizione con cui si chiede un miglioramento del servizio.
I rappresentanti dei viaggiatori sono tornati a invocare un confronto con il governatore Attilio Fontana.

«È ormai passato quasi un mese – si legge in una nota diffusa dai comitati – da quando i promotori della petizione hanno chiesto, a mezzo Pec, al presidente Fontana di fissare un appuntamento presso i suoi uffici al fine di consegnare le firme raccolte nei mesi scorsi. Oltre ad esporre le ragioni della petizione ed in forza della sottoscrizione della petizione da parte di quasi 30.000 persone, abbiamo anche chiesto che in tale sede sia possibile aprire direttamente con il presidente un confronto in merito alle criticità presenti nel Sistema Ferroviario Lombardo. Ebbene, ad oggi non abbiamo ricevuto nessuna risposta formale. Come noto, sono passati ormai tre anni dall’ultima volta che sono stati convocati i Tavoli Territoriali con i Comitati dei Pendolari ed i Rappresentanti dei Viaggiatori allo scopo di verificare l’andamento del servizio, la programmazione degli orari, l’utilizzo delle penali, nonché discutere le proposte da parte degli utenti ai fini del miglioramento qualitativo dell’offerta. Invano, in questi tra anni, è stato più volte chiesto da parte nostra di riconvocare i Tavoli, come previsto dalla L.R. 6, dal Contratto di Servizio ed in conformità alla legislazione nazionale vigente».

L’assessore regionale ai Trasporti Claudia Terzi ha replicato che «scendere in piazza sventolando la tessera di un partito non è certo la strada giusta. Un presidio che parla da solo: uno spot elettorale vero e proprio. La dimostrazione che si vuole buttare in bagarre una questione complessa come il servizio ferroviario regionale e che certi movimenti di pendolari sono più che un altro un'emanazione politica che vuole ergersi a rappresentanza di tutti i viaggiatori lombardi».

Il rifermento è anche al fatto che ieri sera erano presenti al presidio consiglieri regionali del Pd e del Movimento 5 Stelle, oltre al neo-candidato del centrosinistra per le elezioni regionali, Pierfrancesco Majorino.

«Non confondiamo la campagna elettorale – ha detto ancora Terzi tramite una nota - con esigenze di un sistema complesso che poggia su un'offerta senza pari in Italia, ma che deve fare i conti con un'infrastruttura vecchia, inadeguata e satura, spesso causa di ritardi e soppressioni a catena. Certo, le firme della petizione non sono poche e ne terremo conto anche se occorre contestualizzarle: 25.000 di queste sono state infatti raccolte durante le settimane del blocco del passante ferroviario quando i disagi erano sotto gli occhi di tutti».

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