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Attualità | 02 dicembre 2022, 17:22

Vigevano: il sindaco Ceffa si commuove dopo il salvataggio del prefetto e poi si toglie qualche sassolino dalle scarpe

Questo pomeriggio (venerdì) nell'aula consiliare del comune

Il sindaco Andrea Ceffa durante la conferenza stampa

Il sindaco Andrea Ceffa durante la conferenza stampa

La conferenza indetta questo pomeriggio (venerdì) dal sindaco Andrea Ceffa, ha avuto il proprio epilogo con la standing ovation di assessori e consiglieri di maggioranza.

Il primo cittadino si è anche lasciato andare a un pianto liberatorio per lo scioglimento di una tensione che durava da alcuni giorni.

Una vicenda, quella delle 13 dimissioni poi diventate 12 con conseguente salvataggio della giunta dalla decadenza, che il sindaco di Vigevano ha definito senza mezzi termini: “Una congiura che mi ha fatto provare tristezza”.

Ceffa ha fatto anche considerazioni di altro tipo, commentando le dichiarazioni rilasciate alla stampa locale da Gianpietro Pacinotti, esponente del Terzo Polo che ha partecipato alle consultazioni scaturite nelle dimissioni di massa e in cui si faceva riferimento all’azione di “persone molto conosciute in città” che si sarebbero adoperate per accelerare le operazioni, considerandola un’ingerenza sull’azione politica.

Non ho mai pensato di dimettermi perché non c’erano le condizioni per farlo” -  commenta il sindaco - che non si è espresso sui possibili equilibri in consiglio comunale che, al momento, lo vedrebbero conservare la maggioranza per un solo voto.

Vedremo cosa succederà” - commenta Ceffa - annunciando inoltre che verrà valutata un’opzione legale per validare le 12 dimissioni, comprese quelle dei consiglieri di maggioranza dissidenti e di sostituire i consiglieri autori del tentativo di “golpe”, a questo punto definitivamente sfumato, dopo la presa di posizione vidimato da una lettera del prefetto di Pavia Paola Mannella.

Questo perché, è la tesi enunciata dal sindaco, sapevano che il 13esimo, Riccardo Capelli, avesse cambiato idea e che quindi, diversamente da quanto indicato dalla prefettura, la volontà non era quella di far capitolare il consiglio ma di procedere a dimissioni personali.

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