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Attualità | 29 maggio 2023, 15:26

Superstrada Malpensa, il TAR boccia il ricorso di Albairate e Cassinetta

“Non essendo applicabile al caso di specie questo orientamento, il Collegio non può che rilevare l’inammissibilità del ricorso in quanto proposto contro atti espressivi di meri pareri e che, quindi, non essendo immediatamente lesivi, non sono immediatamente impugnabili”. Il primo dei tre ricorsi avanzati dal fronte del NO alla superstrada di Malpensa è stato ‘cassato’ e respinto dalla Terza Sezione del Tribunale Amministrativo Regionale della Lombardia. La sentenza risale a giovedì 25 maggio.

Superstrada Malpensa, il TAR boccia il ricorso di Albairate e Cassinetta

Il ricorso era stato avanzato contro contro MINISTERO DELLA TRANSIZIONE ECOLOGICA, ANAS s.p.a., PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI, REGIONE LOMBARDIA e COMITATO INTERMINISTERIALE PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA E LO SVILUPPO SOSTENIBILE (CIPESS).

La battaglia al TAR, dopo il via libera della Conferenza di Servizi del Commissario Straordinario Eutimio Mucilli, su basava sull’annullamento disposto nel recente passato in quanto il progetto definitivo, approvato con la delibera CIPE n. 7 del 2018, non era stato sottoposto a verifica di ottemperanza alle prescrizioni e raccomandazioni di carattere ambientale. Successivamente alla sentenza, ANAS s.p.a. ha presentato istanza e documentazione progettuale ai fini dell’avvio del procedimento di verifica di ottemperanza per il progetto definitivo stralcio.

Da un punto di vista strettamente giuridico, i giudici amministrativi scrivono che “va peraltro osservato che, anche qualora si ammettesse che agli atti impugnati sia applicabile l’orientamento giurisprudenziale formatosi in materia di VIA, in base a questo orientamento, il giudizio proposto contro la VIA diviene improcedibile se non viene impugnato il sopravvenuto provvedimento finale di autorizzazione alla realizzazione dell’opera (cfr. T.A.R. Lazio Roma, sez. I, 14 giugno 2021, n.7041). Nel caso di specie i ricorrenti riferiscono che, in data 9 marzo 2023, è sopravvenuto il provvedimento di approvazione del progetto definitivo dell’intervento di cui si discute. L’interesse dei ricorrenti viene ora inciso da tale provvedimento che non verrebbe travolto dall’annullamento degli atti impugnati in questa sede; anche per questo motivo deve negarsi la sussistenza di un interesse ad ottenere la decisione di merito. In conclusione, per tutte le ragioni illustrate, va dichiarata l’inammissibilità del ricorso. La novità delle questioni affrontate giustifica la compensazione delle spese di giudizio. P.Q.M. Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia (Sezione Terza), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo dichiara inammissibile. Spese compensate. Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa”.

LA REAZIONE DEL FRONTE DEL NO
“In soldoni il TAR ci dice di concentrare ora i nostri motivi di ricorso sul progetto definitivo. Cosa che probabilmente dovremo fare prossimamente. Nei prossimi giorni ci incontreremo con gli avvocati per approfondire la questione e verificare il da farsi in base a questa sentenza. In questo momento abbiamo quindi ancora due ricorsi pendenti: – il primo depositato a ottobre 2021 al TAR del Lazio contro la nomina del Commissario Straordinario
– il secondo contro la chiusura favorevole della conferenza dei servizi da parte del Commissario (ricorso depositato al TAR Lombardia in questo mese di maggio 2023, firmato da 130 cittadini). Con una sorprendente velocità, il TAR ha già fissato all’11 ottobre 2023 l’udienza per la discussione di questo ricorso”.

Così ha scritto a caldo il fronte del NO alla strada, che si avvicina ogni giorno di più.

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