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Economia | 23 aprile 2024, 07:00

Gioco pubblico, le associazioni di categoria e esperti del settore: "Serve un riordino anche per il terrestre"

Dopo la riforma del gioco online, aziende e associazioni di categoria continuano a fare pressioni sul governo per un riordino anche del settore fisico e tradizionale, che rischia così di essere lasciato indietro.

Gioco pubblico, le associazioni di categoria e esperti del settore: "Serve un riordino anche per il terrestre"

Non si placano le polemiche sul riordino del gioco online voluto dall’esecutivo di Giorgia Meloni. Un riordino atteso, richiesto e fortemente voluto, ma che si va a scontrare con alcune opposizioni, mosse da esperti e associazioni di categoria.

Oltre alla questione delle concessioni – sottolinea Davide Luciani, caporedattore di Slotmania.it - sul cui rincaro c’è stata una vera e propria levata di scudi, il vero punto debole della riforma è quello di aver lasciato fuori il settore del gioco terrestre, che rischia così di essere messo da parte, con rischi importanti per tutta la filiera. Stiamo parlando di un segmento della filiera che è in grado di raccogliere oltre 63 miliardi di euro, 11 miliardi in meno del segmento online, è vero, ma comunque +43% rispetto al 2021”. Dopo la battuta d’arresto vissuta nel biennio della pandemia, insomma, il retail torna a crescere ma senza un aiuto da parte della politica rischia di essere una crescita a scadenza.

Per assecondare il ritorno alla normalità del settore occorre una riforma che tenga in considerazione le richieste delle parti in causa – prosegue Luciani – per questo si chiede al governo un tavolo di lavoro che includa anche la filiera tradizionale, che non può essere messa da parte”. Fondamentale, nel riordino del settore, sarà l’obiettivo di superare quella che per gli esperti è nota come “questione territoriale” ovvero la disomogeneità a livello regionale e a volte addirittura provinciale sulle leggi che riguardano il gioco d’azzardo. Uno stato attuale che crea un vero e proprio mosaico normativo, un contesto frastagliato che ovviamente va ad incidere sulla competitività del nostro gambling a livello comunitario e globale.

Altro aspetto da non sottovalutare è quello che riguarda la legalità – conclude l’esperto di Slotmania.it - la mancanza di una norma nazionale legata al settore terrestre, da sempre visto come un baluardo contro l'illegalità, rischia di far crescere la filiera illegale. Il black market vale 18 miliardi e 500 milioni di euro. Denaro che va a finire direttamente nelle casse delle associazioni criminali e mafiose e che viene sottratto a quelle dell’Erario statale, colpendo così anche i servizi pubblici essenziali di tutti i cittadini. Per questo è fondamentale guardare anche al comparto terrestre per assecondare la crescita sicura e responsabile del gambling, il cui ruolo nella nostra economia e nella nostra società è sempre più importante”.

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