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Associazioni | 04 giugno 2024, 19:27

“Camici bianchi di zucchero filato”, il progetto che dona libri di favole ai piccoli pazienti per superare la paura di ricovero e cure

Un’iniziativa di Associazione per il Policlinico Onlus, finanziata e patrocinata da Fondazione Cariplo, a sostegno dei bambini dei reparti pediatrici di tutta la Lombardia

“Camici bianchi di zucchero filato”, il progetto che dona libri di favole ai piccoli pazienti per superare la paura di ricovero e cure

Donare ai principali reparti pediatrici di tutti gli ospedali della Lombardia le copie di un libro di favole ambientato in un ospedale fantastico. Una raccolta di racconti dedicata ai bambini per aiutarli a superare la paura dei medici e la traumatica esperienza di ricovero e cure. Un’iniziativa di Associazione per il Policlinico Onlus, finanziata e patrocinata da Fondazione Cariplo, rivolta agli ospedali pediatrici di tutta la Lombardia con l’augurio che possa raggiungere quanti più reparti pediatrici d’Italia possibili.

L’iniziativa era nata a Milano, ora si è diffusa in tutti gli ospedali della Lombardia.

Martedì 4 giugno alle ore 12 è stato presentato il progetto presso la Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo di Pavia reparto di pediatria. Sono stati donati i libri. Il progetto è stato accolto con grande entusiasmo e professionalità dalla pediatria.

Il progetto Camici bianchi di zucchero filato prende il nome dall’omonima raccolta di racconti scritta dall’autrice di libri per bambini Agnese Bizzarri ed edita da Edizioni Altravista, che con le sue storie accompagna i più piccoli in una dimensione fantastica e divertente, dove simpatici vampiri aiutano a prelevare il sangue, la macchina per la risonanza magnetica è una stravagante astronave, le siringhe non fanno paura e il mondo della sanità è rappresentato come un grande cartone animato che permette ai piccoli pazienti di sentirsi meno soli, riconoscendo medici e infermieri come amici che aiutano a guarire.

Ogni racconto è preceduto da indicazioni e posologia, proprio per essere trasmesso come una “medicina” da somministrare ai bimbi in compagnia di mamma e papà, un concetto che risponde alla logica di cura che deve andare sempre di più verso l’umanizzazione.

La prefazione del libro è affidata a Marco Giachetti, Presidente della Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano, che spiega: “Soprattutto per i piccoli pazienti, è importante creare atmosfere che non li facciano sentire distanti da casa, in un ambiente freddo in cui può succedere loro qualcosa di doloroso. Arrivare all’incontro con il personale sanitario dopo aver letto una favola divertente che descrive il dottore come un personaggio fantastico aiuta il bambino a tranquillizzarsi e ad affrontare l’esperienza ospedaliera come un’avventura. L’umanizzazione delle cure passa anche attraverso il sorriso di medici e infermieri che grazie alla loro dedizione possono rendere davvero umano il rapporto con i piccoli pazienti.”

Aggiunge Claudia Buccellati, Presidente dell’Associazione per il Policlinico Onlus: “Agnese Bizzarri mi ha subito colpita per la capacità creativa di tradurre in un racconto fantastico anche il più complesso dei temi. Dal confronto con questa brillante autrice è nata l’idea di realizzare un libro unico nel suo genere, capace di alleggerire la tensione dei bambini, così come degli adulti che li accompagnano durante il ricovero. Abbiamo scelto di promuovere questa iniziativa con un libro, ossia un oggetto tangibile e non un supporto digitale, capace di stabilire un legame con la persona. Qualcosa che i pazienti, una volta tornati a casa, potranno conservare come un ricordo e simbolo di un ostacolo superato.”

Grazie al suo alto valore sociale, il progetto Camici bianchi di zucchero filato è sostenuto anche da Regione Lombardia. A questo proposito Simona Tironi, Assessore all'Istruzione, Formazione e Lavoro sottolinea: “Riuscire a far emergere vita e speranza per me è l’obiettivo principale da raggiungere in un percorso di cura. Spesso durante la malattia si perde la propria 'identità', e tenere insieme i pezzi aiuta a recuperare, a non percepirsi solo come malattia. Restituire questo sguardo attraverso l’arte, il gioco e le parole, è una parte fondamentale per i nostri piccoli pazienti, perché vuol dire offrire non solo il farmaco, ma anche quell’attenzione e quell’esserci che, in particolare in queste delicate situazioni, può essere determinante. A volte una piccola magia è necessaria per ridare quella spinta di vita e speranza di cui si ha così bisogno e questo libro, ne è la prova tangibile.”

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