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Cronaca | 01 gennaio 2026, 14:37

Minorenne molestata tra Milano e Pavia: indagato un 50enne, l’ipotesi è violenza sessuale

Aggressione avvenuta in treno, l'uomo è dello Sri Lanka

Minorenne molestata tra Milano e Pavia: indagato un 50enne, l’ipotesi è violenza sessuale

Entra nel vivo l’inchiesta sulla grave vicenda di molestie avvenuta lo scorso 22 dicembre a bordo di un treno regionale sulla tratta Milano-Pavia. La Procura di Pavia ha ufficialmente iscritto nel registro degli indagati un uomo di 50 anni, cittadino dello Sri Lanka regolarmente residente nel Pavese, con l’ipotesi di reato di violenza sessuale.

I fatti risalgono al pomeriggio di pochi giorni fa, quando una ragazza di 16 anni, seduta nel proprio scompartimento, è diventata il bersaglio delle attenzioni di un uomo seduto di fronte a lei. Il soggetto avrebbe iniziato a compiere atti di autoerotismo davanti alla minore.

Quello che poteva trasformarsi in un trauma vissuto nell’isolamento è stato però interrotto dalla prontezza dei compagni di viaggio. Un passeggero, accortosi del visibile stato di shock della sedicenne, si è frapposto fisicamente tra la giovane e l’uomo, permettendole di allontanarsi. Altri viaggiatori si sono poi uniti in un vero e proprio “cordone di protezione” per garantire l’incolumità della ragazza fino all’arrivo in stazione, mentre il capotreno attivava i soccorsi allertando la Polfer e la Questura.

Il fascicolo è nelle mani del nuovo sostituto procuratore di Pavia, Giorgio Sabato. Al momento, nei confronti del 50enne è scattata una denuncia a piede libero da parte della Polizia Ferroviaria e della Questura; non sono state applicate misure restrittive, anche in virtù del fatto che l’uomo non risulterebbe avere precedenti specifici. La difesa è stata affidata d’ufficio all’avvocata Laura Sforzini, mentre gli inquirenti lavorano per ricostruire con esattezza ogni istante della dinamica.

L’episodio riaccende i riflettori sull’incremento dei reati di genere in provincia di Pavia. I numeri del 2025 fotografano una realtà complessa: le denunce per reati da “Codice Rosso” sono salite a oltre 550 (contro le 496 dell’anno precedente), con un picco preoccupante riguardante le violenze sessuali, passate da 100 a 137 casi.

Nonostante l’aumento delle segnalazioni, resta tuttavia critica la fase processuale: su circa 900 procedimenti analizzati tra il 2024 e il 2025, oltre il 70% si è concluso con una richiesta di archiviazione. Un dato che sottolinea l’importanza cruciale del lavoro svolto dai centri antiviolenza locali — come LiberaMente, Chiara e Kore — nel sostenere le vittime durante il difficile percorso verso la giustizia.

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