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Attualità | 11 febbraio 2026, 11:12

CDCD Vigevano Lomellina della Fondazione Mondino: nel 2025 oltre 1.000 pazienti presi in carico

Un presidio centrale per la diagnosi e la cura dei disturbi cognitivi sul territorio

CDCD Vigevano Lomellina della Fondazione Mondino: nel 2025 oltre 1.000 pazienti presi in carico

A meno di due anni dalla sua apertura, avvenuta nel marzo 2024, il Centro per i Disturbi Cognitivi e le Demenze (CDCD) di Vigevano Lomellina della Fondazione Mondino si conferma un punto di riferimento fondamentale per la presa in carico delle persone affette da demenza e delle loro famiglie. 

I dati relativi all’intero anno 2025 (gennaio–dicembre) restituiscono un quadro di intensa attività clinica e di risposta concreta ai bisogni socio-assistenziali del territorio, grazie anche all’integrazione con il progetto Ricor-Dare finanziato da Fondazione Cariplo.

Nel corso del 2025 il CDCD ha seguito complessivamente 1.347 pazienti, rispetto ai 734 del 2024, un numero che testimonia la crescente fiducia della popolazione e dei medici di famiglia nei confronti della struttura. Nel dettaglio, sono state effettuate 631 prime visite neurologiche, cuore del percorso diagnostico, fondamentali per l’inquadramento clinico dei pazienti e per la definizione dei successivi step di approfondimento. A queste si affiancano 922 valutazioni neuropsicologiche, che hanno consentito un’analisi approfondita delle funzioni cognitive, indispensabile per la diagnosi differenziale e per la programmazione degli interventi terapeutici e di supporto.

Di rilievo anche l’attività in ambito neuroradiologico: nel 2025 sono state eseguite 235 Risonanze magnetiche e 71 TAC, con tempi di attesa che si attestano, per la prima un mese e mezzo la seconda 2 settimane.

Un centro che garantisce la presa in carico a 360 gradi: accanto alle terapie farmacologiche, sempre nel 2025 sono stati seguiti, in collaborazione con il progetto Ricor-Dare, 96 pazienti per stimolazione cognitiva (960 prestazioni) prestando particolare attenzione ai bisogni dei familiari con 38 caregiver presi in carico tra colloqui psicologici singoli o di gruppo psicoeducazionali.

Per favorire una diagnosi precoce, il CDCD di Vigevano Lomellina ha promosso il progetto scientifico C-Find, in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità. L’iniziativa ha consentito l’esecuzione di 247 screening cognitivi (346 complessivi dal 2024), resi possibili grazie alla preziosa collaborazione dei medici di medicina generale di Vigevano e delle farmacie della provincia di Pavia. In 28 casi è stato rilevato un decadimento cognitivo che non sarebbe emerso attraverso i consueti percorsi di cura.

Infine, il progetto DemCare-Home, finanziato dalla Fondazione Piacenza e Vigevano e dedicato alla gestione domiciliare dei disturbi comportamentali nella demenza e al supporto dei caregiver, ha preso in carico 24 pazienti e i rispettivi caregiver, favorendo una riduzione dei disturbi psico-comportamentali e un rafforzamento delle competenze assistenziali dei familiari.

I risultati raggiunti nel 2025 rappresentano una base solida su cui continuare a sviluppare e potenziare l’offerta assistenziale, con l’obiettivo di rispondere in modo sempre più efficace ai bisogni della comunità della Lomellina.

«Il superamento dei mille pazienti presi in carico nel solo 2025 conferma il ruolo centrale che il CDCD di Vigevano Lomellina ha assunto in tempi molto rapidi sul territorio», sottolinea Daniele Bosone, Direttore Sanitario di Fondazione Mondino IRCCS. «In meno di due anni dalla sua apertura, il Centro è diventato un presidio stabile per la diagnosi precoce, la cura e la presa in carico globale delle persone con disturbi cognitivi, grazie a un modello integrato che unisce competenze specialistiche, collaborazione con la medicina territoriale e attenzione costante ai caregiver».

«I numeri del 2025 confermano quanto il CDCD di Vigevano e Lomellina sia ormai un presidio essenziale per il territorio», dichiara Nicola Allegri, Coordinatore del Centro. «La crescita delle prese in carico dimostra l’efficacia di un modello basato su diagnosi precoce, lavoro multidisciplinare e supporto concreto alle famiglie».

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