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FESTIVAL DI SANREMO | 28 febbraio 2026, 13:04

Laura Pausini, la co-conduttrice del Festival di Sanremo e il legame ritrovato con l’Italia: “Non sono cambiata, volevo farmi conoscere di nuovo”

L’artista racconta le sue sensazioni prima della serata finale: “È stata un’emozione fortissima. Anche se ho vinto tanti premi internazionali, questo è il più grande. Tutto quello che vivo qui è profondamente toccante”

Laura Pausini, la co-conduttrice del Festival di Sanremo e il legame ritrovato con l’Italia: “Non sono cambiata, volevo farmi conoscere di nuovo”

Laura Pausini, co-conduttrice del Festival di Sanremo 2026, si prepara alla serata finale sul palco dell’Ariston e, durante la conferenza stampa, traccia un bilancio delle sue emozioni legate a questa esperienza e ai brani in gara: “Questo Festival è riuscito a mettere insieme tanti generi diversi, che raccontano una scrittura capace di passare dal classico all’innovazione nei suoni e negli arrangiamenti”. Sottolinea poi un aspetto per lei centrale: “È molto importante che gli artisti italiani non si dimentichino della melodia”. Il tema che per l’artista romagnola non è solo estetico, ma identitario. “Vivendo spesso fuori dall’Italia noto le differenze di scrittura con gli altri Paesi. Oggi la musica scritta dai latinoamericani porta un ritmo più reggaeton che a livello internazionale sta diventando sempre più forte. Lo stesso vale quando emergono melodie che vengono dal passato: penso ai Måneskin, che hanno melodie nostre dentro le loro canzoni”.

Per Pausini il dialogo tra tradizione e contemporaneità è la chiave. “Nella scrittura di Angelica Bove e Nicolò Filippucci ci sono molti riferimenti che arrivano dal passato: è una cosa bellissima e interessante. Ieri le cover storiche del nostro Paese sono state cantate dai giovani e sono rimasta molto colpita dall’interpretazione di Chiello, perché era molto sentita, anche se il brano è stato pubblicato quando lui non era nemmeno nato. Dobbiamo trovare qualcosa che ci unisca alla nostra terra: non è sempre facile”.

Quando il discorso si sposta sul confronto tra la conduzione dell’Eurovision Song Contest e quella di Sanremo, la cantante non filtra l’emozione: “L’Eurovision è stato uno dei momenti più belli della mia carriera, perché sono stata bene con i miei colleghi ed è stato interessante anche musicalmente. Si vive un clima legato a una musica più ballabile, con un tipo di presentazione diverso. Qui la vivo in modo più serio e istituzionale”.

E poi c’è il batticuore dell’Ariston: “Sanremo è un’emozione fortissima. Anche se ho vinto tanti premi internazionali, questo è il più grande. Tutto quello che vivo qui è profondamente toccante”. Confessa di aver sempre avuto timore di quel palco: “Stiamo per finire questa esperienza e non pensavo fosse così. Ho sempre avuto paura di salire sul palco di Sanremo a cantare. L’ho accettata dopo 33 anni perché me l’ha chiesto Carlo Conti… e lui mi manca già” confessa con un po' di emozione.

Il Festival, racconta, le ha restituito anche un legame con il pubblico italiano: “Mi ha fatto avvicinare ad alcuni di voi in maniera diversa. Non passando tanto tempo in Italia forse qualcuno ha dimenticato che non sono poi così cambiata. Spero sia servito a farmi volere un po’ più bene: ho visto che c’è molto rispetto dopo questo Festival”.

Infine, uno sguardo al passato. “Nel 2006-2007 ho fatto “Io canto 1” perché mi mancavano le canzoni che facevo al pianobar”, e da quel progetto è iniziata una nuova consapevolezza: “Da quel disco in avanti ho scoperto di volermi prendere il coraggio di non raccontare solo la mia fragilità, ma di imparare a diventare più forte come donna e come cantante. Le canzoni parlano delle mie esperienze”.

da Sanremonews.it

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