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FESTIVAL DI SANREMO | 28 febbraio 2026, 18:55

Levante, il suo Festival della rivincita: “Due anni fa ero fragile su quel palco, oggi sono felice”

La cantante in gara con “Sei tu”. Ieri sera il bacio con Gaia: “Non è stata censura, la regia non lo sapeva” 


Levante, foto Erika Bonazinga

Levante, foto Erika Bonazinga

Levante se lo vuole "divorare" questo Festival. Nel 2023 aveva partecipato con “Vivo” mostrando le proprie fragilità. Oggi torna con pezzo che parla di amore e di vita. 

“Volevo che fosse un festival di rivincita per me - racconta l’artista -. Mi era dispiaciuto nel 2023 quando avevo mostrato una grande fragilità e sono stata manipolata proprio per quella fragilità. Oggi sono felice, sto bene, è un momento stupendo. Se devo immaginare un colore vedo tanto bianco, tanta luce. Non ho mai vissuto un Sanremo così, mi diverto tanto, salgo sul palco senza ansia. Sono molto centrata e contenta. Ho imparato tanto dagli scorsi Sanremo, mi sono serviti a capirmi, a ridimensionarmi, ma questo è anche la crescita. Diventi sempre più maturo. Spero di migliorarmi sempre di più”. 

 

 



Reduce da intervento alle corde vocali ha intrapreso un percorso di attenzione, cura ed esercizio per essere pronta a salire sul palco: “Quando ho scoperto di essere nel cast di Sanremo mi ha diagnosticato una cordite emorragica, ero molto spaventata. Ci ho messo un mese e mezzo per far recuperare le corde vocali”.  

Ieri nella serata cover, si è scatenata con Gaia sul palco per la serata cover con il brano “Maschi” e al termine dell’esibizione ha dato un bacio appassionato alla collega. Un momento che le telecamere Rai non hanno colto, cosa che ha fatto gridare alla censura. 

“Era un bacio d’affetto, ma era programmato - chiarisce l’artista -. La regia non mi ha inquadrato perché non lo era. Non c’è stata censura, ma questa cosa non deve creare dibattito, non volevo provocare. Non c’era nessun messaggio, c’era solo il mio modo di vivere”. 

Levante è in questo festival è unica autrice del suo brano: “Non è un vanto, è un’esigenza. Anche nel 2020 e nel 2023 è stato così. C’è questo aspetto fumoso della parte autoriale. Io firmo testo e musica, la produzione è pagata e ha i suoi riconoscimenti, adesso c’è questa tendenza a far mettere la firma del produttore”. 

E sulla scarsità di nomi femminili al Festival aggiunge: “Il problema non è Sanremo, ma la società, la nostra presenza è minore in tutti gli ambiti. Non possiamo cambiarla a Sanremo. Il prossimo anno mi piacerebbe vedere Emma Nolde, Angelica, Daniela Pes, Giorginess, Galea, Ginevra”. 

Questa mattina la notizia che gli USA e Israele hanno attaccato l’Iran. La cantante ha già preso posizione dichiarando di non voler prendere parte a Eurovision se dovesse vincere proprio per la partecipazione di Israele: “È una situazione molto complessa, mi dà fastidio il fatto che certi Paesi si possano ergere a sceriffi del mondo lo trovo molto spaventoso”.

da Sanremonews.it

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