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Cronaca | 25 marzo 2026, 17:07

I ricordi del professore aggredito ad Abbiategrasso da uno studente: “Ferite gravi, ma sono tornato ad insegnare”

Esprime solidarietà alla collega vittima di un gravissimo episodio a Trescore e invita ad intervenire, non solo tra i ragazzi

I ricordi del professore aggredito ad Abbiategrasso da uno studente: “Ferite gravi, ma sono tornato ad insegnare”

Nell’ottobre del 2024, all’Istituto Lombardini di Abbiategrasso, un episodio di violenza turbò profondamente il mondo della scuola: il professor Rocco Latrecchiana venne aggredito da uno studente di appena 16 anni. Un fatto che ha lasciato segni non solo fisici, ma soprattutto interiori. Perché, come lui stesso racconta, «certe ferite non si rimarginano, anche se il tempo passa». Architetto di formazione e insegnante di arte e progettazione in un istituto per geometri, Latrecchiana aveva sempre vissuto la scuola come uno spazio di crescita e relazione. L’aggressione ha però incrinato profondamente questo equilibrio. Nei mesi successivi, il docente maturò una decisione drastica: lasciare l’insegnamento.

A gennaio 2025 ha infatti rassegnò le dimissioni, convinto che fosse arrivato il momento di abbandonare completamente il mondo della scuola. Eppure, la distanza non è stata definitiva. «L’idea era quella di smettere – confessa – ma a settembre dello scorso anno sono rientrato». Una scelta non semplice, maturata dopo un periodo di riflessione e resa possibile grazie al sostegno ricevuto. Fondamentali, racconta, sono stati i colleghi, l’ex dirigente scolastico e soprattutto gli studenti. «Sono stato fortunato per i colleghi che ho ritrovato con piacere. – ricorda – I messaggi più belli? Quelli dei miei ex studenti e la solidarietà dei colleghi». La violenza subita ha lasciato una traccia indelebile. «Sono cose che non si dimenticano e tornano sempre nella memoria», spiega il docente, sottolineando come in quei momenti ci si senta «soli e spiazzati».

Un senso di smarrimento che, però, può trasformarsi in consapevolezza: «Poi si riflette e si capisce che la violenza è un po’ ovunque oggi, anche negli ospedali. Bisogna fare qualcosa a tutti i livelli, e non solo con i ragazzi». Oggi Latrecchiana insegna in una scuola della provincia, lontano da quel luogo in cui tutto è accaduto, ma non distante dal suo ruolo educativo. Non ha più incontrato il giovane che lo ha aggredito, ma non nutre rancore: «Dopo la vicinanza dei genitori, sono convinto che stia facendo il suo percorso di recupero». Le sue parole tornano di stringente attualità anche alla luce dell’episodio di Trescore Balneario che ha colpito un’insegnante. «Massima solidarietà alla collega che ha subito questo gravissimo episodio», afferma, spiegando come certe notizie riaprano inevitabilmente ferite personali.

La sua storia non è solo il racconto di un’aggressione, ma anche quello di un ritorno. Un ritorno costruito grazie alla comunità scolastica, alla passione per l’insegnamento e alla volontà di non lasciare che la violenza abbia l’ultima parola. Perché, anche se certe ferite restano, è possibile trovare la forza di andare avanti.

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