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Attualità | 21 settembre 2026, 19:28

I silenzi, gli occhi arrossati, la gratitudine: così Sandro Mazzola ci ha guidati fino all'ultimo

Il racconto del nostro Giovanni Toia al funerale della leggenda dell'Inter e della Nazionale: «Andava ringraziato con la presenza, al suo ultimo viaggio, chi ha fatto diventare interista, gioire e insegnato i valori dello sport e della civiltà»

foto Adnkronos

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Si poteva toccare con mano la commozione che avvolgeva piazza Sant'Ambrogio a Milano già molto prima dell'inizio delle esequie di Sandro Mazzola. La gente parlava quasi sottovoce, ma erano più i silenzi che sono andati aumentando con il triste rintocco delle campane che annunciavano la funzione funebre e si spandeva lungo la piazza quasi ad invitare tutti al raccoglimento. Parlavano gli sguardi, quasi smarriti di chi ha visto il numero 8 della Grande Inter conquistare trofei e scudetti misti a sguardi di stupore dei tifosi nerazzurri che ne hanno sentito solo parlare o visto nei video le prodezze di Sandrino. C'erano sì bandiere nerazzurre, striscioni, qualcuno indossava la maglia dell'Inter proprio dei tempi di Mazzola, ma l'attesa era più religiosa che da stadio.

All'arrivo del feretro, scortato da una pattuglia dei vigili, c'era quasi pudore nell'applaudire il campione; forse la gente interista era ancora incredula che quella fosse la sua ultima apparizione, che fosse il suo definitivo uscire da San Siro imboccando quella scaletta che era d'angolo tra la tribuna centrale e la curva nord. Si è alzato un timido coro, ma si è subito spento lasciando spazio alla commozione.

Parecchi gli occhi rossi per la forte intensità emotiva. E sarà pure dipeso dall'avanzamento dell'età (la media era molto alta in piazza), ma quando ti lascia un campione che per te poteva essere un fratello o un padre, che ti ha accompagnato per un bel tratto della tua vita, non puoi controllare i battiti del cuore.

C'era mestizia in quella piazza, ma chi ha partecipato ha voluto essere lì per un senso del dovere. Andava ringraziato con la presenza, al suo ultimo viaggio, chi ha fatto diventare interista, gioire e ha insegnato i valori dello sport e della civiltà. Gli applausi al presidente Paolo Scaroni ed a Daniele Massaro del Milan, a Giovanni Carnevali e  Frederic Massara della Juve oltre a Urbano Cairo, presidente del Torino, hanno testimoniato l'eredità che Sandro Mazzola ha voluto lasciare al suo popolo nerazzurro, che il suo popolo ha fatto sua e con orgoglio la consegnerà alle generazioni future.

da VareseNoi.it

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