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Attualità | 08 novembre 2026, 12:02

Addio al presidente onorario della fondazione della comunità della provincia di Pavia È morto Giancarlo Vitali. Aveva 86 anni

Il ricordo del presidente Giancarlo Albini e il cordoglio di tutta la fondazione

Il nostro presidente onorario, Giancarlo Vitali, ci ha lasciati. È morto nella notte di sabato 7 novembre, all’età di 86 anni.

In questo momento di dolore, tutti noi lo ricordiamo con grande commozione: il presidente Giancarlo Albini, il vice presidente Roberto Brambilla, la direttrice Anna Tripepi, i membri del Consiglio di Amministrazione e dell’Organo di Controllo, lo staff dell’Ufficio con Simona Marin e Matteo Colombo sono vicini alla moglie Gabriella, ai figli Valeria con Nader, Nicola e Marco e ai nipoti Niccolò, Martina, Jacopo e Tommaso.

Vitali era stato eletto alla guida della Fondazione nel dicembre del 2001, ruolo che ha ricoperto fino ad aprile del 2021.

Classe 1940, fu docente di Informatica presso l’Itis “Cardano” di Pavia, di cui diventò direttore del Centro di Calcolo. A 24 anni fu eletto sindaco del suo paese, Montecalvo Versiggia (era all’epoca il più giovane sindaco d’Italia); fu presidente dell’Azienda Acquedotti Oltrepò, vice presidente della Provincia di Pavia, presidente di Caridata e della Cantina La Versa.

«Con Giancarlo Vitali la Fondazione della Comunità della Provincia di Pavia perde una figura fondamentale della propria storia, un presidente che ha saputo interpretare con lungimiranza e profonda sensibilità il valore della filantropia e del servizio alla comunità. – ha detto Albini – Per vent’anni, dal 2001 al 2021, Giancarlo ha guidato la Fondazione con la convinzione che le risorse del territorio dovessero tradursi in opportunità concrete per le persone, soprattutto per quelle più fragili. Sotto la sua presidenza sono state sostenute circa 1.600 iniziative e destinati oltre 32 milioni di euro a progetti sociali, culturali e ambientali, grazie alla collaborazione tra istituzioni, associazioni, volontariato e donatori. Cinque anni fa mi ha passato il testimone della guida della Fondazione, affidandomi una responsabilità importante e un patrimonio prezioso di esperienze, relazioni e valori. Un passaggio che oggi sento ancora più significativo: raccogliere la sua eredità significa custodire una visione nella quale la solidarietà diventa impegno concreto e il bene comune si costruisce attraverso la partecipazione di tutto il territorio».

«Al di là dei risultati raggiunti – ha concluso Albini – resta soprattutto il suo insegnamento: fare comunità significa unire le forze, valorizzare le energie del territorio e non lasciare indietro nessuno. È il principio che ha guidato Giancarlo in ogni ambito del suo impegno e che continuerà a orientare il nostro lavoro.

Alla moglie Gabriella e ai figli Nicola, Valeria e Marco, rivolgo le mie più sentite condoglianze, anche a nome della direttrice Anna Tripepi, del Consiglio di Amministrazione, dell’Organo di Controllo e di tutto lo staff della Fondazione. Lo ricorderemo con profonda gratitudine e affetto, consapevoli di quanto il suo impegno abbia contribuito a rendere la nostra comunità più solidale e coesa. A noi spetta il compito di proseguire il cammino che ha tracciato, continuando a credere, come lui ci ha insegnato, che fare comunità sia la strada per costruire un futuro migliore per tutti».

Sono tanti 20 anni. Un pezzo di vita. Un bel po’ di strada sotto i piedi. Ma se li trascorri da presidente di una Fondazione filantropica, sono un’occasione per fare il bene, per concretizzare progetti utili alla gente, per incontrare persone e condividere i loro sogni. Anzi, quando si può, per vedere nei loro occhi la felicità di averli realizzati. E nessuno dimenticherà ciò che Vitali ha fatto per la sua terra. Non lo dimenticherà la comunità che ha trovato in lui una persona sempre disponibile e attenta. Non lo dimenticheranno gli enti del Terzo settore, le associazioni, i Comuni, le Diocesi, le Parrocchie.

Potremmo adesso fare l’elenco delle sfide vinte, dei risultati ottenuti, dei problemi superati, degli eventi, dei convegni, dei workshop organizzati; potremmo snocciolare cifre e numeri che testimoniano come ha toccato con mano la forza dirompente del bene, operando con trasparenza e con onestà intellettuale. Ma non di un catalogo abbiamo bisogno. Volti, parole, strette di mano, telefonate, chilometri macinati in lungo e in largo, incontri, riunioni, attimi di felicità, sorrisi, momenti impegnativi, risaie, colline, campi, viti, ponti, monumenti, fiumi, sole, neve, nebbia… quelle foto sono già custodite nel nostro album della mente. Prezioso.

Ciò che adesso vogliamo sottolineare è l’attenzione che Vitali ha sempre riservato a tutti, con la schiettezza che gli apparteneva.

Mense solidali e supporto a famiglie in difficoltà, servizi di trasporto per disabili e malati, inserimenti lavorativi, prevenzione del disagio giovanile, progetti a sostegno del “Dopo di Noi” sono solo alcuni esempi di opere cofinanziate durante il suo mandato. Alle quali si aggiungono in campo culturale attività di valorizzazione di beni storici e manifestazioni aggregative. Sono stati, infine, attivati 16 Fondi e oltre 1000 donatori hanno sostenuto quei progetti.

«Molte grazie a chi ha abitato le nostre stesse aspirazioni e le nostre speranze: da inquilino è diventato, nel tempo, uno di famiglia, trovando il suo posto nel mondo. – aveva detto Vitali quando lasciò il ruolo di presidente – Grazie a chi ha dato senza pretendere nulla in cambio. A chi ci ha regalato il suo tempo e le sue conoscenze. A chi non si è mai stancato e ha gettato il cuore oltre l’ostacolo, gli occhi al di là della siepe. La Fondazione della Comunità ha accumulato un patrimonio che va difeso e custodito. Non parlo di quattrini, ma di voglia di fare, di prendersi cura del prossimo, di essere trasparenti come l’acqua. Parlo di gentilezza e di rispetto. Parlo di voi che siete parte della comunità e che le volete un gran bene».

Se c’è una persona che ha voluto bene alla comunità quella è proprio Giancarlo Vitali. E nessuno se lo dimenticherà.

Non appena possibile, saranno comunicati gli orari delle esequie.

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