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Economia | 16 ottobre 2018, 20:05

Reddito di cittadinanza: tutto quello che c’è da sapere, di Mariarosa Cuciniello

Reddito di cittadinanza: tutto quello che c’è da sapere, di Mariarosa Cuciniello

Il Governo gialloverde è arrivato finalmente ad un accordo sulla manovra fiscale per il 2019. Lunedì scorso il Consiglio dei Ministri ha approvato il disegno di legge di bilancio e il decreto fiscale ad esso collegato.

Dopo mesi di trattative tra alleati e bracci di ferro con Bruxelles, la manovra avrà al suo interno il reddito di cittadinanza, voluto fortemente dal Movimento 5 Stelle.

Per realizzare il reddito di cittadinanza sono stati messi a bilancio 9 miliardi, di cui 2,6 saranno recuperati dalle risorse stanziate per il Reddito di Inclusione (Rei) voluto dal precedente governo. A questa cifra si dovrà poi aggiungere anche un altro miliardo che sarà destinato al potenziamento dei centri per l’impiego, tra gli attori principali della nuova misura.
L’attivazione del reddito di cittadinanza partirà nei primi tre mesi del 2019 e prevede la sostituzione del Rei a partire dal primo gennaio.

Come viene riportato nel documento inviato all’UE, l’assegno “in base al proprio indice di povertà relativa potrà arrivare a 9.390 euro l’anno e 780 euro al mese”, e si rivolge agli “adulti residenti in Italia da almeno 5 anni, disoccupati e inoccupati (inclusi i pensionati)”.

Oltre alla clausola della residenza, nell’ultima versione del testo è anche stata inserita un’ipotesi relativa alla regionalizzazione per quanto riguarda la gestione delle offerte di lavoro previste dalla misura. Infatti, il diritto al reddito decade dopo il rifiuto di tre offerte lavorative, che però dovranno essere selezionate in base alla collocazione del richiedente, il che permetterà di rifiutare come prima offerta una proposta al di fuori della propria città o regione.
Il sostegno inoltre sarà garantito solo a condizione che il destinatario frequenti corsi di formazione e presti 8 ore di lavori socialmente utili a settimana. Nelle intenzioni del Governo ci sarebbe anche la volontà di un maggiore coinvolgimento delle Regioni per quanto riguarda gli investimenti sui corsi di formazione (ma è tutto da vedere).

Infine, sono previste anche restrizioni per l’uso del reddito erogato: la cifra verrà caricata sul bancomat, così da poter effettuare una sorta di monitoraggio degli acquisti (per esempio, non si potranno fare acquisti in catene di elettronica di consumo o di elettrodomestici, e nemmeno acquistare sigarette o gratta e vinci). Sarà previsto anche di impedire l’accumulo di denaro, poiché il reddito dovrà essere interamente speso.

(*Fonti: Sole24ore.it; Governo.it)

Mariarosa Cuciniello

Articolo in collaborazione con www.ticinonotizie.it

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