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Eventi | 25 febbraio 2019, 11:24

Da Vittuone a Hollywood: il lunghissimo viaggio di Annalisa Zanierato

Cestista in serie A ai tempi di Giuseppe e Mara Invernizzi, ora è una produttrice di cinema

Da Vittuone a Hollywood: il lunghissimo viaggio di Annalisa Zanierato

Ce n’è parecchia di strada fra Vittuone e Los Angeles. Ma basta avere un sogno, o una passione, e la distanza si riduce.

Per informazioni chiedere ad Annalisa Zanierato (la prima a destra, nella foto copertina), che ieri camminava sul tappeto rosso alla cerimonia di consegna degli Oscar del Cinema. Mentre 20 anni fa (e più) calcava i parquet più importanti del basket femminile in Italia, dove è stata per lungo tempo una protagonista.

Cresciuta nelle giovanili di Pavia (città dove è nata nel 1978), Annalisa Zanierato ha fatto il suo esordio in serie A a 15 anni, nella stagione 1993-1994. Vince il campionato nel 1998 con la Copra Alessandria, nel 2000 con il Cras Taranto e nel 2003 con la Sisa Ancona. Fa parte della Nazionale Juniores nel 1996 e vince l’ “All Star Game” del 1999 con le migliori giocatrici di Serie A. Soprannominata “Pido”, occupava il ruolo di playmaker ed occasionalmente quello di guardia.

Dal 1995 al 1997 Annalisa indossa la maglia del Bees Basket Vittuone, in seguito Vittuone Pavia, ossia la squadra del presidente Giuseppe Invernizzi.

Al suo fianco altri due talenti della classe 1978 che faranno strada: Mara Invernizzi, oggi vicepresidente della FIP, e Valentina Donvito, che dopo la lunga carriera sportiva è diventata una brillante sommelier.

Dopo aver lasciato lo sport, Annalisa Zanierato si dedica al cinema, diventando produttrice e distributrice internazionale di film e serie RV per la Pantera Film di Mark Holdom. Dal 2014 è presidentessa dell’Associazione Pantera Cult, che si occupa di eventi culturali, musica, teatro, viaggi e cinema. Tra le sue produzioni il bellissimo Gli Angeli del Male, ossia la pellicola sulla vita del bandito Renato Vallanzasca, con un bravissimo Kim Rossi Stuart.

Insomma, Annalisa ha realizzato i suoi sogni. Ma chi se la ricorda a metà degli anni Novanta, col suo elegante arresto e tiro, ha sempre capito che aveva qualcosa di speciale negli occhi. So long per te, campionessa.

Fab. Pro.

Articolo tratto da www.ticinonotizie.it

 

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