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Cronaca | 15 aprile 2019, 15:14

Arrestati due pusher marocchini nelle campagne pavesi

Sono due uomini di 22 e 36 anni già noti alle forze dell'ordine

Arrestati due pusher marocchini nelle campagne pavesi

Nel pomeriggio del 12 aprile 2019, in Corsico (MI) e presso la Casa Circondariale di Ivrea (TO), i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Stradella (PV), collaborati in fase esecutiva dal personale del paritetico Comando di Corsico (MI), hanno rintracciato e tratto in arresto i sottonotati soggetti:

-       M.H., 22enne di nazionalità marocchina, domiciliato in Corsico (MI), celibe, nullafacente, pregiudicato;

-       M.M., 36enne di nazionalità marocchina, celibe, nullafacente, pregiudicato, in atto ristretto presso la Casa Circondariale di Ivrea (TO) per altra causa,

in esecuzione all’Ordinanza di applicazione di misura Cautelare in Carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale di Pavia su richiesta di quella Procura della Repubblica. Tale provvedimento cautelare trae origine dalle risultanze investigative dell’attività d’indagine – pienamente condivise dall’Autorità Giudiziaria inquirente – condotta dai militari operanti, nel corso della quale si accertava che i citati individui gestivano un’intensa attività di spaccio di sostanze stupefacenti in diverse zone campestri di questa provincia, caratterizzata da innumerevoli cessioni di eroina, cocaina e hashish in favore di numerosi tossicodipendenti residenti nel pavese, ovvero provenienti dalle limitrofe province di Piacenza e Lodi. Nel medesimo contesto, venivano segnalati alle competenti Prefetture n°22 (ventidue) soggetti di nazionalità italiana quali assuntori delle citate sostanze.

M.H. è stato tradotto presso la Casa Circondariale “San Vittore” di Milano, mentre l’altro soggetto è rimasto presso la Casa Circondariale di Ivrea (TO), entrambi a disposizione dell’A.G..

L’intera attività d’indagine scaturiva nel pomeriggio dell’8 agosto 2018, a seguito di un intervento nella zona rurale di Casanova Lonati (PV), da parte dei Carabinieri di Broni (PV) e del Nucleo Operativo e Radiomobile di Stradella (PV) per una lite in corso tra cittadini nord africani. Sul posto, veniva localizzato ed identificato S.D., 27enne di nazionalità marocchina, residente ad Imperia, celibe, nullafacente, pregiudicato, il quale asseriva che, poco prima, mentre si trovava in compagnia di una giovane ragazza marocchina sua conoscente, aveva incontrato alcuni connazionali, con i quali era scaturito un diverbio, durante cui uno dei soggetti aveva estratto una pistola non meglio descritta. In quella circostanza, S.D. era riuscito a chiamare il 112 e poi a fuggire a piedi, notando che i predetti soggetti stavano trascinando la giovane con la forza. In qual contesto, nel corso delle immediate ricerche eseguite in detta zona, veniva anche rinvenuta, occultata sotto un cespuglio, un pezzo di sostanza stupefacente del tipo eroina per complessivi gr. 63 (sessantatre).

I tempestivi accertamenti consentivano di identificare la citata ragazza nella minore T.D., 16enne di nazionalità marocchina, residente a Finale Ligure (SV), allontanatasi volontariamente dalla propria abitazione in data 02 agosto 2018. Dopo incessanti ricerche, la giovane veniva rintracciata nella mattinata del successivo 10 agosto,  presso la Stazione Ferroviaria di Pavia, in compagnia di due suoi connazionali, tra i quali uno degli odierni arrestati (il succitato M.H.). Le contestuali indagini permettevano di appurare che la giovane non aveva subito alcuna costrizione fisica o violenza in genere, ma che vi era stato un litigio tra il citato S.D. e gli altri due connazionali per problemi legati agli stupefacenti, durante cui quest’ultimo era rimasto superficialmente ferito al braccio dx con un coltello, con la minore che volontariamente era fuggita assieme ai citati connazionali, suoi amici (gli stessi insieme ai quali è stata poi trovata nei pressi della Stazione FS di Pavia), poco prima dell’arrivo dei militari dell’Arma.

Per tali motivi, il citato S.D. - attualmente irreperibile -, a suo tempo deferito all’Autorità Giudiziaria anche per il reato di calunnia per aver denunciato falsamente il sequestro di persona della minore circostanziando fatti poi rivelatisi non veritieri, sempre con il suddetto provvedimento, è stato sottoposto all’applicazione della misura cautelare dell’obbligo di dimora nel comune di Imperia.

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