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Attualità | 08 gennaio 2020, 16:26

Pavia e provincia: presentato il progetto pietre d'inciampo per il 2020

Saranno coinvolte nell'iniziativa diversi comuni del territorio lomellino, tra i quali Vigevano, Gambolò e Mortara

Pavia e provincia: presentato il progetto pietre d'inciampo per il 2020

Dopo la prima pietra d’inciampo posata a Pavia piazza Petrarca nel gennaio 2018 in memoria di Rosa Gaiaschi (antifascista deportata in lager con il marito e il figlio), il progetto europeo curato dallo scultore Gunter Demnig continua in Provincia di Pavia grazie alla sinergia tra Anpi / ANED/ Istituto storico della Resistenza.

Il progetto è patrocinato dalla Provincia di Pavia e dai singoli Comuni, di volta in volta coinvolti.

“Il progetto pietre d’inciampo – spiega Annalisa Alessio vicepresidente di ANPI – prevede la posa nel selciato di una piccola pietra recante i nomi di donne e uomini deportati in lager. La pietra d’inciampo viene posta presso l’abitazione, il luogo di studio o il luogo di lavoro della persona deportata e ridotta a numero così da consentirne un ideale ritorno a casa e la restituzione del nome.” “E’ l’esatto contrario di un progetto “monumentale”: piuttosto la pietra d’inciampo è il sommesso invito a guardare per terra e a riscoprire così nel tessuto urbano delle nostre città i nomi e le storie della deportazione. Siamo giunti alla terza edizione del progetto che colloca la nostra provincia all’interno di una mappa europea che disegna le tracce della deportazione.”.

Mentre ringraziamo tutti coloro che hanno collaborato, e soprattutto i familiari delle persone deportate, il cui assenso è necessario per la posa della pietra, stigmatizziamo nuovamente l’episodio di Schio dove il diniego alla posa dimostra come le “pietre d’inciampo” in qualche modo, ancora, facciano paura, costringendoci a ricordare, accanto alle vittime, anche il fattivo e criminale supporto di carnefici italiani che agirono ( o con azioni dirette o con azione di delazione ) in linea con le leggi razziali dello stato italiano e della repubblica di Salò in contiguità con le operazioni di deportazione e sterminio.  

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