La via Francigena che potrebbe diventare presto patrimonio dell’Unesco è stata molto percorsa da camminatori che sono giunti un po’ da ogni parte del mondo. L’antica via che da Canterbury porta a Roma percorsa per la prima volta dal vescovo Sigerico nella metà dell’anno 800 dopo Cristo a Garlasco è lunga cinque chilometri, con tanto di segnaletica ed ostelli da alloggiare.
Il report di frequentazione del 2018 da parte del consigliere con delega al Turismo Alessandro Maffei è davvero significativo. “Abbiamo censito nell’anno da poco trascorso oltre 1000 pellegrini - spiega proprio Maffei - giunti da tutta Europa ma anche da parti lontane del mondo come Australia, Argentina e sud America. A Garlasco ci sono tre ostelli che accolgono a titolo gratuito i camminatori: a due passi casa parrocchiale in piazza San Rocco, alla cascina Toledina dove è attiva una comunità gestita dal Gruppo Exodus di don Antonio Mazzi e nei pressi del santuario della Bozzola”. Da parte della Regione Lombardia c’è stato un aiuto sostanziale per la cartellonistica è la modifica del percorso.
“I funzionari di palazzo Lombardia – dice infatti Maffei – hanno fatta loro una variazione del percorso che passa per la nostra città. C’erano infatti alcuni punti in via Dorno e nei pressi della cascina Miradolo che terminavano nella circonvallazione (ex statale 596 dei Cairoli, ndr) molto pericolosi ed è per questo motivo che avevo chiesto un cambio del tragitto”. Da qualche mese è attiva la nuova soluzione: deviazione di un piccolo tratto del percorso da via Dante e via Toledo lasciando fuori così la parte di strada provinciale pericolosa per i pedoni.














