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Cronaca | 08 maggio 2020, 14:50

VIDEO. La furia del sindaco Sala dopo la folla ai Navigli: «Immagini vergognose, è il momento in cui incazzarsi. Se si ripete, chiudo tutto»

Ecco il durissimo video messaggio del sindaco di Milano: «Non è un gioco a guardie e ladri. O le cose cambiano da oggi, o domani chiudo i Navigli e l'asporto. Siamo in una profondissima crisi sanitaria e socio economica, non c'è spazio per i vezzi e per le voglie, dobbiamo solo tornare a lavorare!»

VIDEO. La furia del sindaco Sala dopo la folla ai Navigli: «Immagini vergognose, è il momento in cui incazzarsi. Se si ripete, chiudo tutto»

Un ultimatum: è il titolo che Beppe Sala, sindaco di Milano, ha dato al suo video rivolto ai milanesi che vi proponiamo.
La furia del sindaco di Milano s'abbatte contro quei cittadini protagonisti delle «vergognose immagini di ieri lungo i Navigli» con migliaia di persone a distanza ravvicinata all'ora dell'aperitivo come se ci fosse da celebrare una giornata di festa nazionale. «Quando c’è da ringraziare i milanesi per il loro comportamento virtuoso io sono sempre il primo a farlo e mi piace anche - ha esordito Sala . Però ci sono dei momenti in cui c’è da incazzarsi e questo è uno di quelli».

«E’ anche un po' deprimente per me dovere rispiegare qual è la situazione – ha tuonato il sindaco - quindi ve lo ridico: noi siamo non solo in crisi dal punto di vista sanitario, ma siamo in una profondissima crisi socio economica. Milano ha bisogno di tornare a lavorare, a lavorare! Questo è il punto, non è un vezzo, non è una voglia riaprire, è una necessità».

Poi, un altro affondo durissimo: «Io non sono un politico da metafore, sono un politico da atti. O le cose cambiano oggi, non domani, o io domani come al solito sarò qui a Palazzo Marino e prenderò provvedimenti: chiudo i Navigli e chiudo l’asporto. Questo è un ultimatum. Poi lo spiegate voi ai baristi perché il sindaco non gli permette di vendere. Io mi prendo le mie responsabilità e stasera ci metto più vigili ma ve lo ripeto, non è un guardie e ladri, non è un gioco. Non possiamo permettercelo in una città da 1,4 milioni di abitanti e 1700 chilometri di strade. Usiamo la testa tutti anche perché senza testa c’è l’1% dei milanesi e io non permetterò che questo 1% metta in difficoltà il 99%».



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