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Attualità | 22 maggio 2020, 16:09

Dopo le ultime piogge rientra l’emergenza idrica nel Bacino Padano

Dopo le ultime piogge rientra l’emergenza idrica nel Bacino Padano

Le perturbazioni degli ultimi giorni, pur evidenziando la fragilità idraulica di aree ad elevata urbanizzazione, hanno, almeno momentaneamente, smorzato le preoccupazioni sullo stato delle risorse idriche nel bacino padano. I grandi laghi (Maggiore, Como, Garda) hanno infatti registrato significativi apporti d’acqua, raggiungendo, in poco, livelli sopra le medie stagionali. In grande recupero anche i fiumi e in particolare il Po, sorvegliato speciale, che registra una portata superiore di circa il 50% alla media del periodo e più che doppia rispetto allo scorso anno.
L’Osservatorio dell’ANBI sullo stato delle risorse idriche sottolinea, in proposito, come la forza e la localizzazione dei fenomeni piovosi richiedano sempre più, vista la frequenza, infrastrutture finalizzate all’invaso dell’acqua. “Quanto accaduto con i recenti eventi meteo soprattutto a Milano, ripropone il tema della gestione del territorio, penalizzato da un’urbanizzazione cresciuta senza criteri di rispetto idraulico. Per questo sono necessari bacini di espansione a monte dei centri urbani a rischio, finalizzati a trattenere le acque in eccesso per utilizzarle nei momenti di bisogno, secondo logiche di multifunzionalità nel rispetto delle priorità di legge” osserva Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI.
Sul fronte degli invasi, in relazione più che altro alla raccolta di acqua durante fenomeni di piena per evitarne una pericolosa dispersione sul territorio, ETVilloresi, per conto di Regione Lombardia, svolge da anni un ruolo primario nella progettazione, realizzazione e gestione delle vasche di laminazione, che durante gli ultimi episodi di maltempo verificatesi hanno mostrato tutta la loro efficacia nella tutela territoriale.
Dopo la costruzione della vasca di Inzago a beneficio del sistema idrico delle Trobbie, l’Ente ha avviato studi e progettazioni su ulteriori analoghe infrastrutture nello stesso bacino a Gessate e a Bellinzago Lombardo, oltre alle due, site a Carnate e Bussero, per la laminazione del torrente Molgora. Il Consorzio gestisce anche, sempre per Regione Lombardia, la vasca sul Guisa realizzata a Garbagnate Milanese.
Se nel milanese, la pioggia della scorsa settimana ha fatto entrare in funzione le vasche di laminazione, nel Basso Pavese, proprio sul Po, ci hanno pensato le chiaviche a tenere a freno le acque, rinvigorite dalle intense precipitazioni. È la cosiddetta bonifica idraulica, che in questo territorio, segnato da una particolare conformazione – un’area depressa, delimitata a nord da un altopiano diluviale e a sud dal fiume Po e pertanto soggetta ad importanti fenomeni di piena – viene attuata grazie ad una gestione ‘duale’ del reticolo, che garantisce sia la disponibilità irrigua nel periodo estivo che le attività di scolo delle acque, anche meccanico, attraverso le chiaviche e gli impianti idrovori. Questi ultimi, durante le piene del Po, impediscono la risalita delle acque del fiume dalla golena nelle campagne circostanti e, quando necessario, sollevano  e travasano grandi volumi d’acqua al di là dello sbarramento arginale, evitando così le esondazioni.
Rispetto alle disponibilità idriche, agli inizi di maggio, si era tenuto in videoconferenza – nel rispetto delle misure contro la diffusione del Covid-19 – da Parma, dalla sede dell’Autorità Distrettuale del Fiume Po, l’incontro dell’Osservatorio Permanente sugli Utilizzi Idrici. Il monitoraggio effettuato mostrava allora cali significativi di risorsa idrica tra il 30 e il 40% rispetto alla media del periodo, anche se al di sopra di quella degli anni maggiormente siccitosi, con un passaggio da un grado di severità di tipo basso, contraddistinto da assenza di precipitazioni, ad uno medio con la previsione di piogge per lo più di carattere temporalesco, registratesi la scorsa settimana.
Durante la riunione è stata presentata altresì la bozza del regolamento per la disciplina dell’organizzazione e delle attività dell’Osservatorio, istituito nel 2016 dai principali portatori di interesse rispetto all’utilizzo idrico multifunzionale nei territori attraversati dal fiume più lungo d’Italia. Il Bollettino emanato dall’’Osservatorio e gli altri strumenti di reportistica periodica contribuiscono al costante monitoraggio della consistenza e della disponibilità delle riserve idriche nel distretto, qui come altrove sempre più condizionate dai cambiamenti climatici in corso.

Articolo tratto dal nostro sito partner www.ticinonotizie.it

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