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Cronaca | 14 luglio 2020, 11:22

Abbiategrasso: frodi informatiche per trafugare oltre 200mila euro e matrimoni fittizi, smantellata un’organizzazione criminale

Pochi giorni fa la morte dell'uomo di 44 anni che aveva acceso i conti correnti nella zona

Abbiategrasso: frodi informatiche per trafugare oltre 200mila euro e matrimoni fittizi, smantellata un’organizzazione criminale

Un gruppo criminale composto da persone tutte residenti ad Abbiategrasso è stato smantellato grazie a delle meticolose indagini della Polizia Postale di Milano. I reati che vengono loro contestati vanno dalla frode informatica all’appropriazione indebita, al furto di assegni ai falsi matrimoni. In carcere sono finiti una donna di 36 anni e un uomo di 40. Ad un’altra donna di 60 anni è stata applicata la misura dell’obbligo di dimora nel comune di residenza. Stessa misura applicata nei confronti di un uomo di 44 anni che è morto pochi giorni fa.

La 36enne era riuscita a farsi assumere come impiegata in uno studio di commercialisti a Milano, dal quale aveva distratto somme ingenti utilizzando illecitamente le password e le credenziali del servizio di home banking. Nel frattempo l’uomo di 44 anni aveva acceso, nei primi mesi dello scorso anno, 4 conti correnti, presso la filiale magentina di Posate Italiane, presso la filiale di Robecco sul Naviglio della BPM e presso Banca Sella e Banca Intesa. La Polizia Postale, tramite indagini informatiche, ha accertato che gli accessi al servizio di home banking erano avvenuti all’interno dello studio di commercialisti di Milano dove lavorava la ragazza di 36 anni.

Sebbene i conti correnti fossero stati accesi a nome del 44enne di fatto le operazioni dispositive venivano effettuate dal disposizioni telematiche che riportavano alla donna. Un ruolo nell’organizzazione abbiatense l’aveva anche la donna di 60 anni, istigatrice dell’attività che veniva svolta e l’uomo di 40, considerato l’organizzatore e il manovratore. Dalle indagini bancarie è emerso che l’ingiusto profitto che si erano procurati ammontava a 228.767 euro.

Come venivano riciclati questi soldi? Soprattutto in attività speculative, quali scommesse e gioco d’azzardo. In più occasioni la banda ha fatto tappa presso i casinò di Sanremo e Venezia, presso i quali cercavano di monetizzare la somma ai tavoli di gioco. Inoltre, secondo le indagini, avevano anche organizzato e pianificato falsi matrimoni per procurare a cittadini stranieri privi della cittadinanza italiana l’ingresso e la permanenza illegali in Italia. 

Articolo tratto dal nostro sito partner www.ticinonotizie.it

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