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Cronaca | 26 luglio 2020, 10:32

Carabinieri arrestati, Montella a Magenta. Le intercettazioni lungo la strada per Bareggio

Il 25 febbraio avevano venduto una partita di droga

Carabinieri arrestati, Montella a Magenta. Le intercettazioni lungo la strada per Bareggio

Sono passati da Magenta i criminali di Piacenza. La banda, composta anche dai carabinieri di una caserma ora sotto sequestro, ha fatto tappa nel territorio come risulta dalle indagini e come è scritto nell’ordinanza di custodia cautelare. C’è una data considerata importante ed è quella del 25 febbraio 2020 quando Giuseppe Montella, 37enne appuntato dei carabinieri in forza alla stazione di Piacenza Levante, è partito da Piacenza a bordo della sua auto Audi a4. Aveva concordato un appuntamento con Daniele Giardino, 25enne residente a Santo Stefano Ticino.

Alle 15.31, inconsapevole di essere seguito dai militari della Guardia di Finanza che stavano indagando tra pedinamenti e accurate intercettazioni ambientali, si ferma nel quartiere sud di Magenta, tra via Lombardo Radice e via Maddalena di Canossa, zona Unes. Nell’ordinanza si dice che Giardino vive a Magenta, anche se figura essere residente a Santo Stefano Ticino. Rimane in auto fino a quando, alle 16.10 di quel giorno arriva sul posto un furgone recante, sulla fiancata, una scritta riconducibile ad una carrozzeria ubicata nel piacentino.

Da quel furgone scende Daniele Giardino. Si è messo a parlare con Montella, quindi i due cominciano ad armeggiare nel bagagliaio della Audi e salgono in auto per andare verso Bareggio. Avevano appuntamento con una persona in via Doria. Sembra ancora peggio di un romanzo criminale quanto scritto dai magistrati. I fatti del 25 febbraio vengono descritti minuziosamente, passo dopo passo. Un normale dialogo tra due criminali abituati a trafficare droga, uno è un carabiniere. Montella è arrivato a Magenta, nei pressi dell’abitazione di giardino, per poi ripartire alla volta di Bareggio. L’obiettivo era quello di raggiungere una persona alla quale vendere stupefacente. Il dialogo tra i due è stato intercettato.

“Il fratello di questo qua è quello che mi ha fatto diventare importante – commentava in auto Giardino durante il percorso tra Magenta e Bareggio – Il fratello di quello a cui sto portando il fumo adesso!”. E Montella risponde: “Ti ha messo nei contatti giusti!”. Giardino replica: “Mi ha messo sulla via giusta lui proprio, ha contatti in tutto il mondo”. Durante il tragitto Montella e Giardino fanno commenti sulla qualità del fumo. E sul prezzo di vendita. “Questo qua adesso mi da seimila, e il resto me li dà domani”, assicurava Giardino al sua complice. “Subito te li dà?”, chiedeva Montella. E Giardino garantisce: “Si, tre chili e quattro. Quindi mi deve dare in totale 11.390. Seimila me li dà adesso e cinquemila me li darà domani”.

Ad un certo punto Giardino parla della necessità dell’acquirente di reperire ulteriori 10 chili di stupefacente. Il suo obiettivo dichiarato era quello di incassare una prima tranche, rifornirsi nuovamente ed effettuare una seconda consegna al medesimo acquirente. Nel frattempo Montella lo seguiva nel discorso, senza obiettare. Con la sola preoccupazione di non rimanere sprovvisto di erba, ovvero marijuana. Arrivati a Bareggio, Giardino consegna la droga e incassa i seimila euro. Confermando altresì la richiesta dell’acquirente per ulteriori dieci chili di stupefacente.

Contenuto tratto dal nostro sito partner www.ticinonotizie.it

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