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Cronaca | 18 novembre 2020, 19:43

Carburanti, gestori: situazione insostenibile, verso stop servizio autostrade

Tracollo vicino al 70% l'urlo di dolore delle associazioni di categoria

Carburanti, gestori: situazione insostenibile, verso stop servizio autostrade

Le associazioni di rappresentanza dei gestori di impianti per l’erogazione di carburanti hanno inviato una lettera alla presidenza del consiglio di ministri e a vari ministri per mettere in luce la “situazione di insostenibilità” delle attività a causa delle misure restrittive varate per contenere la diffusione del coronavirus.

La Faib Confesercenti, la Fegica Cisl e la Figic/Anisa Confcommercio – si legge nella missiva – “intendono porre alla loro attenzione la situazione di insostenibilità delle loro attività a seguito dei provvedimenti assunti ed in corso di assunzione (zone rosse/arancioni/gialle), per la limitazione dei movimenti, della circolazione di cittadini e veicoli, della limitazione dell’apertura di scuole ed attività diverse (anche ad orario ridotto) e dell’adozione -su larga scala- del lavoro in smart working”.

Le tre federazioni sottolineano, quindi che “la distribuzione dei carburanti ha subìto – in questo 2020 – un vero e proprio tracollo che porta a registrare perdite di erogato (e fatturato) superiore al 40% sulla viabilità ordinaria e di circa il 70% su quella autostradale”.

Le tre federazioni, nell’apprezzare “lo sforzo fatto dal Governo nella scorsa primavera”, avvertono innanzitutto dei mancati “interventi ripetutamente annunciati quali il ‘trasferimento’ alle gestioni della riduzione delle royalties da parte dei Concessionari Autostradali agli Affidatari” e soprattutto l’esclusione della categoria da “qualsiasi forma di ulteriore sostegno economico, pur in presenza di progressive e notevoli perdite per effetto dei provvedimenti nazionali e regionali”.

I gestori sono per esempio ancora in attesa dei contributi destinati “al parziale ristoro dei Gestori che, in autostrada, sono stati costretti ad essere aperti comunque, in ossequio al pubblico servizio essenziale. Ciò nonostante ripetuti solleciti”.

“Ora la situazione che si prospetta per la Categoria è ancora nelle forme precedenti: se non c’è mobilità (strade o autostrade che siano), non ci sono erogati e non c’è fatturato. E i Gestori non possono rimanere con gli impianti aperti a solo presidio del territorio”, aggiungono le federazioni. “Poiché il Decreto Ristori messo a punto dal Governo sembra non aver tenuto conto di questo settore e di questa Categoria (anche con l’omissione dei codici Ateco specifici), le scriventi chiedono che l’Esecutivo valuti i problemi emergenti (e solo parzialmente segnalati), consentendo anche ai Gestori (presenti in tutte e tre le zone del Paese ancorché con incidenze diverse) di fruire dei provvedimenti medesimi. Ciò al fine di evitare la chiusura delle loro attività ed il licenziamento di fatto di migliaia di addetti. Così come è stato fatto nella scorsa primavera”.

Articolo tratto dal sito partner www.ticinonotizie.it

 

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