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Economia | 01 dicembre 2020, 12:26

Covid, il grido di dolore delle piscine e palestre lombarde: "Siamo allo stremo"

I numeri: 100 mila centri, 1 milione di istruttori, 20 milioni di praticanti

Covid, il grido di dolore delle piscine e palestre lombarde: "Siamo allo stremo"

“Piscine e palestre non hanno ancora all’orizzonte la possibilità di riaprire, così il settore rischia la chiusura. Certo, la riapertura di alcuni centri sportivi probabilmente darà un po’ di sollievo ma saranno palestre e piscine a pagare il prezzo più alto. Se prima era la situazione difficile ora siamo alla drammaticità totale”. A lanciare l’allarme è Marco Contardi, presidente di Arisa Lombardia, l’Associazione Regionale Imprese dello Sport e delle Arti che aderisce alla Confcommercio milanese.

Un mese fa l’associazione ha organizzato un flash mob di fronte al cimitero Monumentale di Milano contro la decisione del governo di chiudere ogni tipo di centro sportivo, vissuta come un colpo di grazia da molte associazioni presenti sul territorio. Il comparto in Italia conta 100mila centri sportivi, 1 milione di tecnici istruttori, 20 milioni di praticanti: la Lombardia pesa per il 20%.

“L’auspicio – spiega Contardi all’Adnkronos – è venirne fuori col prossimo decreto, entro il 3 dicembre speriamo ci siano indicazioni migliori e una possibilità di apertura. I contagi sono in calo e non è ammissibile il liberi tutti ma l’attenzione che viene messa nell’ambito sportivo deve essere indirizzata anche verso palestre e piscine. Sono quelle che si sono adeguate prima di tutti e fatto investimenti importanti per riaprire dopo il primo lockdown”.

Articolo tratto dal sito partner www.ticinonotizie.it

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