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Sport | 14 gennaio 2021, 13:23

Torino va al servizio: comincia il conto alla rovescia verso le ATP Finals. "Siamo la capitale mondiale del tennis"

Nadal, Federer, magari qualche talento italiano. L'appuntamento è fissato per il 14 novembre 2021. Dal Governo 78 milioni di risorse, di cui 18 già stanziati. Appendino: "Ci davano l'1% di possibilità di farcela, ma non abbiamo mai avuto paura di perdere"

Torino va al servizio: comincia il conto alla rovescia verso le ATP Finals. "Siamo la capitale mondiale del tennis"

Dieci mesi esatti. Il 14 novembre accenderà i riflettori sulle ATP Finals, che per cinque edizioni metteranno Torino e l'Italia al centro dell'attenzione mondiale per quanto riguarda il tennis, ma non solo, grazie alla presenza degli 8 migliori interpreti globali della racchetta. Una vertigine di sport e popolarità che riporta alla città della Mole il gusto lasciato dalle Olimpiadi.

Nadal? Federer? È presto per dirlo, ma non per sperare, compreso magari qualche italiano di talento, tra la new wave che si sta affermando in questi mesi, da Sinner a Berrettini. "Quello che è successo è stata una congiunzione astrale di quelle che si realizzano ogni mille anni - dice il presidente della Fit, Angelo Binaghi - e possiamo dire di aver scalato l'Everest".

"Le ATP finals sono il più grande torneo che si possa organizzare, al mondo - prosegue - e in questi lunghi anni di rilancio del tennis italiano ci siamo posti sfide sempre più difficili. Pensavamo di non poter ambire altro che al campo base, invece siamo arrivati sul tetto del mondo, in soli sei mesi".

"All'inizio ci davano l'1% di possibilità di riuscire in questa impresa, ma non abbiamo mai avuto paura di perdere e siamo andati avanti con coraggio e con gioco di squadra per fare di Torino la capitale mondiale del tennis", dice con orgoglio la sindaca, Chiara Appendino. "Per la città è un'occasione per costruire un evento innovativo, che sfrutti le nuove tecnologie e raccolga la sfida della sostenibilità ambientale. Abbiamo il dovere di accogliere chi verrà, visto che il nome di Torino sta facendo il giro del mondo".

Chi la racchetta l'ha incrociata più volte, con i campioni del tennis, è Andrea Gaudenzi, presidente ATP. "Ha vinto l'entusiasmo e quanto dimostrato negli anni passati dagli Internazionali d'Italia e non solo. È stata una combinazione di tante cose, lo standard posto da Londra negli ultimi anni è molto alto, ma siamo sicuri che Torino si farà valere. Pur entrando nei primi 20 del mondo, non sono mai riuscito a partecipare da giocatore alle Finals - conclude - ma sono orgoglioso di esserci da presidente, anche per fare conoscere una città come questa al mondo".

Nel mirino la lotta al Covid ("Ma siamo agguerriti e stiamo facendo il massimo, sono ottimista", dice Gaudenzi), anche se i sold out in biglietteria fanno ben sperare. "Da spettatori vogliamo trasformare la gente in tifosi", promette Binaghi. "E puntiamo a grandi risultati anche dal punto di vista della reputazione, ma anche da quello economico e delle ricadute positive".

Dal Governo arriveranno 78 milioni di euro, di cui 18 già stanziati. "Speriamo che anche da eventi come le ATP Finals possa passare la ripresa economica", ha detto nel suo messaggio il ministro Vincenzo Spadafora, trattenuto a Roma dalle ore tumultuose che stanno travolgendo l'esecutivo. L'indotto stimato è di circa 600 milioni.

"Un momento importante - dice l'assessore regionale allo Sport Fabrizio Ricca - ma anche un messaggio, nella speranza che possa essere uno dei primi grandi eventi in presenzaL'impatto che avrà sul Piemonte sarà fortissimo - prosegue - e perse le Olimpiadi abbiamo guardato avanti, per fare conoscere al mondo le nostre bellezze e per fare uscire dalla crisi il nostro territorio".

"Non solo il calcio o Cristiano Ronaldo - conclude - spero che Torino possa diventare nel mondo sinonimo anche di tennis, come Wimbledon. Oltre che tifosi, vogliamo fare degli spettatori anche turisti".

"Crediamo che lo sport sia importante come formazione di carattere e comportamento, ma anche per adesione a principi di lealtà, impegno e trasparenza - dice Gian Maria Gros-Pietro, presidente di Intesa Sanpaolo - e così come fu per le Olimpiadi, abbiamo voluto dare una mano. Essere gli sherpa in questa scalata verso l'Everest".

Massimiliano Sciullo - Torino Oggi

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