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Economia | 11 luglio 2019, 07:00

I quattro moschettieri: i conduttori più popolari nella storia della tv italiana

Il piccolo schermo ha rappresentato un mezzo di comunicazione che consentiva agli italiani, finalmente, di poter vedere ciò che accadeva nel mondo, seguire i propri sport preferiti ed appassionarsi ad alcuni programmi televisivi.

I quattro moschettieri: i conduttori più popolari nella storia della tv italiana

È inutile negare come il mezzo televisivo sia stato fondamentale nell’alfabetizzazione del nostro paese, uscito con le ossa rotte della seconda guerra mondiale e, a quei tempi, alla ricerca di una propria identità dopo i duri anni della dittatura. Il piccolo schermo ha rappresentato un mezzo di comunicazione che consentiva agli italiani, finalmente, di poter vedere ciò che accadeva nel mondo, seguire i propri sport preferiti ed appassionarsi ad alcuni programmi televisivi.

Nei primi due decenni del dopoguerra, la televisione era un mezzo aggregativo nei bar dei paesi e delle città dello Stivale: in pochi, infatti, possedevano un televisore in casa. Tutto cambiò negli anni ‘70, con una maggior diffusione delle televisioni nelle famiglie italiane, sino a diventare negli anni ‘80, parafrasando un verso della celeberrima sigla di “Indietro Tutta” di Renzo Arbore, il “nuovo focolare” dove si riunivano le famiglie italiane.

Mike Bongiorno: l’inventore del quiz televisivo italiano

Tra i protagonisti assoluti nella storia della televisione italiana spicca, senza alcun dubbio, Mike Bongiorno, italo-americano che ha sfornato successi a ripetizione. Tesserino di giornalista, iniziò in RAI come giornalista radiofonico per poi passare, negli anni ‘50, al piccolo schermo. Fu lui a condurre il primo storico quiz della televisione italiana: “Lascia o raddoppia”, un successo travolgente, che crebbe la cultura di milioni di italiani.

In RAI, Bongiorno fu protagonista di svariate edizioni del Festival di Sanremo e di altri fortunati programmi televisivi, prima di diventare il volto di punta di TeleMilano 58, antesignano di Canale 5 e dell’impero televisivo di Silvio Berlusconi. In un’intervista, Bongiorno dichiarò che “Sua Emittenza”, come veniva chiamato all’epoca Berlusconi, gli offrì un contratto di 600 milioni contro i 26 che percepiva dalla tv di stato sul finire degli anni ‘70.

Ed ammise, candidamente, che questa faraonica offerta lo convinse ad abbracciare il mondo Fininvest, primo volto storico della tv di stato a passare alla concorrenza, emulato, poi, da altri grandi volti della televisione italiana, come - tra i più celebri - Sandra Mondaini, Raimondo Vianello e Corrado.

Corrado, dalla radio alla televisione scandì la vita degli italiani

Quest’ultimo, all’anagrafe Corrado Mantoni, è stato indubbiamente tra i più importanti conduttori televisivi nella storia italiana. Primo conduttore radiofonico italiano, Corrado sbarcò in televisione negli anni ‘50, dove condusse alcune edizioni di Miss Italia e svariati programmi di successo. Negli anni ‘70 creò il contenitore domenicale della tv di stato, in programma ancora oggi a distanza di quarantacinque anni dalla sua creazione: “Domenica In”.

Nel 1982 passò alla Fininvest, inaugurando gli studi romani della tv milanese. Per Canale 5 ideò “Il pranzo è servito”, tutt’oggi in onda su Rai Uno, e traslò sul piccolo schermo la fortunata trasmissione radiofonica “La Corrida”, programma che, meglio di qualunque altro, mise in risalto il lato ironico, talvolta cinico, del presentatore romano, scomparso da oltre vent’anni ma ancora nel cuore degli italiani.

Paolo Bonolis, il “re mida” degli ultimi venticinque anni

Secondo alcuni critici televisivi, l’erede di Corrado è Paolo Bonolis, il conduttore televisivo “moderno” che, più di qualsiasi altro, ha scritto la storia del piccolo schermo negli ultimi venticinque anni. Dopo aver iniziato nella cosiddetta “tv dei bambini”, Bonolis ha presentato alcuni programmi dell'allora Fininvest, prima di passare in RAI ed imporsi come professionista di prim’ordine.

I suoi continui passaggi dalla tv di stato a quello del Biscione, accompagnati da contratti particolarmente allettanti, hanno segnato la storia del “mercato televisivo”. Tra i maggiori successi dell’ex conduttore di Bim Bum Bam spiccano le edizioni che lo hanno visto al timone del Festival di Sanremo, che hanno riscosso grande successo di pubblico ed elogi da parte della critica.

Pippo Baudo, il recordman di Sanremo

Il monumento televisivo vivente, però, è certamente Pippo Baudo, per oltre quarant’anni mattatore assoluto della televisione italiana. Il conduttore di Militello vanta il record di conduzioni del Festival di Sanremo, ben 13 tra il 1968 e il 2008, vivendo il suo periodo d’oro dai primi anni ‘80 fino a metà degli anni ‘90, avvalendosi sul palco di bellezze mozzafiato ed affascinanti come le migliori escort a Torino e dintorni.

In quel periodo gli furono affidate tutte le maggiori produzioni televisive della RAI, nonostante sul finire degli anni ‘80, dopo un acceso diverbio con Enrico Manca (all’epoca presidente della tv di stato), passò alla Fininvest. Benché ottantacinquenne, Baudo appare spesso come ospite o co-conduttore in diverse produzioni televisive, regalando autentiche perle agli amanti della storia della TV.

Richy Garino

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