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Eventi | 01 luglio 2022, 09:00

Iris contro la violenza sulle donne. Un progetto nazionale partito dal Giardino di Trebecco in provincia di Bergamo

Intervista a Cristina Mostosi ideatrice di "Una iris per non dimenticare" dedicato alla sorella e a tutte le altre donne vittime di violenza.

Iris contro la violenza sulle donne. Un progetto nazionale partito dal Giardino di Trebecco in provincia di Bergamo

Monte Vidon Combatte in provincia di Fermo è stato l’ultimo comune in ordine di tempo ad accettare la proposta di Cristina Mostosi di ricevere in dono un kit con dei bulbi di iris barbata della collezione ibridata dal padre Luigi. In cambio ha chiesto solo che, i fiori siano piantati in un’aiuola ed insieme sia posta una targhetta con la scritta: “Progetto botanico “Una iris per non dimenticare” dedicato a Paola Mostosi e a tutte le altre donne vittime di violenza. Collezione Luigi Mostosi“.

La consegna del Kit all'amministrazione comunale di Monte Vidon Combatte (FM)

La consegna dei bulbi è avvenuta nei giorni scorsi durante la giornata conclusiva della manifestazione Lavandaso, dedicata alla promozione della coltivazione della Lavanda nella bellissima Valdaso. La toccante testimonianza di Cristina Mostosiche ha raccontato la storia della sorella e della sua drammatica morte, ha emozionato e commosso tutto il numeroso pubblico insieme agli amministratori di Monte Vidon Combatte, la Presidente della Commissione Pari Opportunità delle Marche, Maria Lina Vitturini, e altre rappresentanti delle donne a livello provinciale e del mondo sindacale.

Il giardino di Trebecco

Cristina Mostosi è la proprietaria del Giardino di Trebecco, uno dei giardini italiani più ricchi di Iris, e da anni conduce una nobilissima campagna contro la violenza sulle donne in ricordo della sorella, Paola, uccisa da un camionista dopo una lite per un banale incidente stradale all’età di 24 anni.

Il sindaco Gaetano Massucci e Cristina Mostosi

Il sindaco del bellissimo borgo marchigiano, Gaetano Massucci e tutta l’amministrazione comunale hanno accettato con slancio e convinzione il prezioso omaggio fra gli applausi e con molte lacrime di commozione ed ora Cristina si augura che molte altre Amministrazioni, in tutta l’Italia, accolgano questo suo regalo e che la campagna contro la violenza sulle donne prosegua con ancora maggiore slancio.

Cristina Mostosi è una donna piena di energia e di voglia di fare, una forza che ha detto di aver trovato nel giardino ereditato dal papà, un botanico molto conosciuto a livello internazionale, creatore di meravigliosi ibridi di iris, con cui ha spesso vinto importanti concorsi.

“Questo giardino, situato a 25 Km da Bergamo e a 2 km dal Lago d'Iseo – racconta Cristina – è stato molto amato dalla mia famiglia e lo è tuttora da me, ora che sono rimasta l’unica a prendermene cura; è stato il laboratorio a cielo aperto di mio padre ibridatore, ma anche il suo rifugio dalle brutture e dai dolori della vita. Infatti in questo giardino mio padre, dopo la perdita tragica di mia sorella, trascorreva molte ore in solitudine, ibridando le sue iris. Questo giardino ha donato pace e quiete al suo cuore addolorato di padre. Dal 2015 seguo personalmente il giardino e le sue iris. Ormai fa parte di me. Da 2018 lo apro al pubblico come consuetudine nei paesi anglosassoni. Durante il primo lockdown in conseguenza della mia "sofferenza" per non potermi recare nel giardino, ho elaborato un progetto finalizzato alla riconnessione delle persone con la Natura e, quindi, con sè stesse poiché da Madre Natura proveniamo. Tramite i social ho invitato le persone a frugare sugli scaffali delle proprie librerie e a rinvenire libri "dimenticati" che parlino di Natura a 360 gradi. Libri che trattino di fiori, di insetti, di animali, oltre che di botanica, giardinaggio, libri per addetti ai lavori, manuali specifici, ma anche libri per l'infanzia con animali o piante come personaggi o anche romanzi ambientati in un bel contesto naturale. La risposta è stata superiore alle mie aspettative: dopo un anno dal mio appello continuano ad arrivare libri da tutta Italia e anche dall'estero. I donatori sono persone comuni, ma anche intellettuali, scrittori, editori, poeti, architetti paesaggisti, professori universitari, associazioni, come la Società delle Iris di Firenze. La Biblioteca l’ho concepita come uno spazio dinamico, non solo luogo di consultazione di libri. Un luogo vivo dove organizzare laboratori ispirati dalla Natura: acquerello botanico, pittura su stoffa, stampa con erbe tintorie, fotografia naturalistica, intreccio toscano, ricamo botanico e tanto altro ancora. Ma anche eventi come presentazioni di libri, letture di poesie, mostre, il cui filo conduttore sarà la Bellezza.  Mio padre era un creatore di Bellezza, donava Bellezza, credeva nella Bellezza...nonostante tutto. Nato e vissuto a Bergamo ha donato nel 2002, in occasione della sua mostra per il trentennale dell'Orto Botanico di Bergamo, una parte della sua preziosissima collezione di iris ed ha dedicato un suo ibrido di iris alla città di Bergamo.

Iris Città di Bergamo

Nel 2020 in occasione del 25 novembre, giornata internazionale per l'abolizione della violenza sulle donne – prosegue Cristina - ho deciso di dedicare la Biblioteca della Natura a mia sorella Paola, assassinata brutalmente nel 2002. In tutti questi anni ho sempre desiderato trovare un modo per onorare il suo ricordo, affinché la sua morte non rimanesse vana. Sono perfettamente consapevole che questo è un progetto molto ambizioso. Ma ho sempre pensato che ognuno di noi abbia il dovere di darsi sempre una possibilità di realizzare i propri sogni, cambiando la realtà o noi stessi. Nei mesi scorsi la stampa, anche nazionale si è interessata al mio progetto della Biblioteca della Natura, forse perché unico nel suo genere. Oggi la rassegna stampa è davvero importante. Attualmente ho circa 4mila volumi, ne ho catalogati mille, sto acquistando piano piano gli arredi ma non ho ancora individuato un luogo fisico dove collocarla, ma l'Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Bergamo Marcella Messina, si è impegnata a trovare una location in città e sono fiduciosa”.

Per chi volesse approfondire consiglio la visione del film "iris Guerriera" della regista Silvia Berretta.

Chiunque voglia accogliere il suo appello per ampliare il numero dei comuni che aderiscono al progetto di un’aiuola contro la violenza sulle donne, può contattarla attraverso i social o la pagina Instagram leirisditribecco.

Claudio Porchia

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