Un colpo d’occhio impressionante, una piazza gremita e un entusiasmo che ha accompagnato ogni passo della passerella. L’Eni Green Carpet ha trasformato ancora una volta il percorso dall’Ariston a Piazza Colombo in una festa collettiva, celebrando il Festival diffuso e una delle novità più significative di questa edizione: la possibilità di far salire gli artisti sul palco Suzuki, evitando assembramenti e garantendo al tempo stesso spettacolo e sicurezza. La passerella ha unito idealmente teatro e città. I trenta cantanti in gara hanno sfilato tra ali di folla arrivate da tutta Italia, in un clima di partecipazione che ha reso tangibile la dimensione popolare della kermesse. Dall’Ariston fino al palco esterno, applausi, cori e telefoni alzati hanno accompagnato ogni artista.
A vincere l’applausometro sono stati Fedez e Marco Masini, tra i più acclamati durante il loro passaggio. Il pubblico ha cantato e applaudito con forza “Male necessario”, dimostrando come il duetto sia già tra i più attesi della settimana. Grande accoglienza anche per Arisa, che con “Magica favola” ha confermato il suo legame speciale con la platea sanremese. Non solo nomi storici o volti televisivi. La nuova scena musicale ha trovato spazio e consensi: Eddie Brock, con “Avvoltoi”, Nayt, in gara con “Prima che”, e Sayf, protagonista con “Tu mi piaci tanto”, sono stati tra i più applauditi della nuova generazione, segno di un Festival che guarda avanti senza perdere il contatto con la tradizione. La passerella è stata un mosaico di stili e linguaggi. Dai ritmi urban di Luchè con “Labirinto” all’eleganza di Malika Ayane con “Animali notturni”, passando per l’energia di Elettra Lamborghini e il suo “Voilà”. Applausi anche per Ermal Meta con “Stella stellina”, per Francesco Renga con “Il meglio di me” e per Tommaso Paradiso, che ha portato in piazza “I romantici”.
La componente cantautorale ha trovato spazio con Levante e “Sei tu”, con Leo Gassmann e “Naturale”, con Enrico Nigiotti e “Ogni volta che non so volare”. L’anima pop si è mescolata al rock delle Bambole di Pezza con “Resta con me”, al rap di J-Ax con “Italia starter pack” e alla sensibilità di Michele Bravi con “Prima o poi”. C’è stata la forza iconica di Patty Pravo con “Opera”, l’esperienza di Raf con “Ora e per sempre” e l’entusiasmo di Sal Da Vinci con “Per sempre sì”. E ancora Fulminacci, Dargen D’Amico, Ditonellapiaga, Serena Brancale, Mara Sattei, Maria Antonietta & Colombre, Samurai Jay, Tredici Pietro, Chiello, LDA & Aka 7even: un flusso continuo di musica e volti che ha trasformato la passerella in uno spettacolo dentro lo spettacolo. La vera svolta, però, è stata organizzativa. La possibilità di far salire gli artisti sul palco Suzuki ha permesso di distribuire il pubblico, evitando concentrazioni eccessive lungo il percorso e offrendo un momento di contatto diretto ma ordinato. Una soluzione che ha mantenuto intatto il colpo d’occhio, anzi lo ha amplificato, regalando a Piazza Colombo una dimensione scenica ancora più forte.
Il Festival diffuso trova così una delle sue espressioni più riuscite: la musica che esce dal teatro, la città che diventa palco, il pubblico che non è soltanto spettatore ma parte integrante della narrazione. Sanremo si conferma capitale di una settimana che non è solo televisione, ma esperienza condivisa. E il Green Carpet ne è stata la prova più evidente.














