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Cronaca | 05 marzo 2023, 18:48

Morti 87 pedoni nei primi due mesi dell’anno in Italia

Morti 87 pedoni nei primi due mesi dell’anno in Italia

Dall’1 gennaio al 28 febbraio sono morti in Italia 87 pedoni, 64 uomini e 23 donne, 70 italiani e 17 stranieri, in netto aumento rispetto ai dati del primo bimestre 2022, quando avevano perso la vita 58 persone, secondo la stima preliminare Asaps, l’Associazione sostenitori Polstrada.

Il numero più elevato di decessi (51) è avvenuto a gennaio: i dati sono comunque provvisori e non ricomprendono i decessi avvenuti negli ospedali a distanza di tempo. Quattro vittime avevano meno di 18 anni (il più piccolo quattro), 49 un’età tra i 18 e i 64 anni, 34 oltre i 65 anni, con una donna di 95 anni morta sulle strisce pedonali a Milano.

Grave la situazione sul fronte “pirateria” stradale: in 12 sinistri il conducente è fuggito e in un caso era minorenne. La regione più a rischio per i pedoni è il Lazio con 19 decessi, di cui 12 solo nel comune di Roma, seguita dalla Lombardia con dieci ed Emilia-Romagna con 9.

Asaps ha rilevato 80 casi in cui il pedone è stato ricoverato in codice rosso nelle rianimazioni e nei reparti di terapia intensiva.“Sono numerosi – spiega il presidente dell’Asaps, Giordano Biserni – gli incidenti provocati dalla guida distratta, quella che fa dire al conducente ‘non l’ho visto’.

Gli organi di polizia stradale chiedono i tabulati previo nulla osta dell’autorità giudiziaria per scoprire che il conducente stava massaggiando o chattando. Abbiamo esaminato in almeno il 20% dei decessi questa causa, spesso provocata dalla ‘sbornia del terzo millennio’, cioè l’uso indiscriminato del cellulare alla guida, soprattutto nella messaggistica istantanea e nelle dirette sui social.

Da anni chiediamo l’inasprimento delle sanzioni amministrative per l’uso del cellulare alla guida, con la sospensione della patente alla prima violazione, e chiediamo che questo comportamento sia inserito nelle aggravanti specifiche dei reati di lesioni personali stradali e omicidio stradale. E serve maggiore attività di controllo repressivo sulle strade, visto che le norme prevedono ben otto punti decurtati dalla patente in caso di mancata precedenza”.

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