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Attualità | 25 settembre 2023, 10:57

Vigevano, qualità della vita e del lavoro: Ha preso il via il Festival delle Trasformazioni 2023

Tra i principali temi trattati, il mondo del lavoro per le generazioni X e Millennials e i distretti innovativi come driver di attrattività e benessere del territorio

Vigevano, qualità della vita e del lavoro: Ha preso il via il Festival delle Trasformazioni 2023

Giovedì 21 settembre ha preso il via la settima edizione del Festival delle Trasformazioni, il percorso di eventi, dibattiti e mostre organizzato da Rete Cultura Vigevano con focus il tema “VITA & LAVORO – gli orizzonti del domani”.

Dalla ricerca “Italian Lives” (Ita.Li), l’indagine longitudinale e pluriennale quanti-qualitativa promossa dall’Istituto IASSC del dipartimento di Sociologia e Ricerca sociale dell’Università di Milano-Bicocca, emerge una qualità disuguale del lavoro italiano: più della metà degli intervistati lamenta scarse prospettive di carriera e livelli di impegno fisico e di stress troppo elevati sul posto di lavoro. Mentre retribuzione, orari, riconoscimento del merito e supporto relazionale sono percepiti come abbastanza adeguati dalla maggioranza dei lavoratori italiani. Lo studio dà particolare enfasi ai giovani e alle loro condizioni lavorative: per le donne delle generazioni X e Millennials, l’ingresso nel mondo occupazionale avviene tre anni in ritardo rispetto ai maschi, e impiegano un mese in più a uscire dal primo episodio di disoccupazione. Studiano di più rispetto ai coetanei maschi e, nello specifico, entrano nel mondo del lavoro in media a 24 anni. Tale differenza di genere è da imputare alla persistenza di stereotipi, norme, modelli culturali e carenza di domanda di lavoro che penalizzano in primo luogo le donne meridionali. Va comunque sottolineato che nelle generazioni più recenti l’età mediana delle donne al Sud si è ridotta significativamente, segno di un profondo cambiamento culturale e di un allentamento della specializzazione dei ruoli di genere.

Nell’indagine sulla Qualità della Vita de Il Sole 24 Ore i territori che spiccano nelle classifiche per affari e lavoro si distinguono per i loro distretti innovativi, che sono i driver di attrattività e benessere. Il dibattito ha evidenziato come le middle town che non hanno ancora definito la propria area di specializzazione per attrarre, specialmente i giovani, siano quelle più in difficoltà: risultano particolarmente vivaci quelle città che si distinguono per hub innovativi con una forte incidenza di start-up, imprese digitali, e-commerce e per una generale inclinazione all’imprenditoria giovanile. Infatti, i progetti concreti legati al digitale e all’innovazione rappresentano un mezzo per coinvolgere i giovani e, di conseguenza, fare in modo che non lascino il proprio territorio (di nascita o di studio) al fine di farlo crescere e progredire. La maggior parte delle città di provincia deve affrontare il problema di determinazione del proprio posizionamento strategico e di come è in grado di reggere il tasso di innovazione richiesto dalla concorrenza.

Qual è la qualità della vita che ricercano i nostri giovani? Cosa desiderano prima di entrare nel mercato del lavoro e cosa provano quando vi sono entrati? Tutti i giovani si sentono molto coinvolti dai temi inerenti l’inclusività ma l’ingresso nel mondo del lavoro li avvicina ad altre priorità, come una retribuzione adeguata all’investimento educativo, il giusto equilibrio tra la vita privata e il lavoro, il cosiddetto work life balance. A differenza delle precedenti generazioni, sembra quasi abbandonata l’idea delle certezza lavorativa. Tra i fattori essenziali emergono, quindi, che il luogo in cui i giovani vivono deve essere sostenibile in termini di vita quotidiana e la possibilità di avere forme di flessibilità nel lavoro.

Il mondo del lavoro è attraversato da grandi trasformazioni che presentano delle opportunità ma che si confrontano con i problemi strutturali del nostro Paese e i divari che da sempre lo caratterizzano. Ma quali sono i desideri, le necessità e le proposte dei lavoratori e delle lavoratrici? Dove sta andando il lavoro?

Dallo studio di INAPP – istituto Nazionale per l’analisi delle politiche pubbliche emerge, tra gli altri dati, che le categorie più penalizzate sono: donne, giovani, lavoratori del Mezzogiorno, persone con ridotto investimento in istruzione (e basse qualifiche).

L’inchiesta nazionale sulle condizioni e aspettative delle lavoratrici e dei lavoratori realizzata da Fondazione di Vittorio e CGIL, che ha coinvolto poco più di 50.000 rispondenti con 31.014 questionari validi (tra i rispondenti, l’82% iscritto al sindacato), tra i diversi temi tratta quello dell’innovazione. La maggior parte degli intervistati (68,6%) vede prospettive future negative in quanto ritiene che si andrà verso una riduzione del personale. Rispetto agli impatti delle innovazioni tecnologiche, poco più di uno su dieci (13,2%) ritiene che il proprio lavoro possa essere completamente sostituito dalla tecnologia e questa incidenza aumenta per alcune professioni (come vendita al pubblico, addetto impianti fissi e linee di montaggio, lavoro esecutivo d’ufficio). Rispetto agli impatti qualitativi, la percezione è per lo più positiva: il 59,1% ritiene che la tecnologia migliorerà le condizione del lavoro. D’altra parte, il 33,8% ritiene che aumenteranno i ritmi di lavoro.

In merito ai ritmi e carichi di lavoro, si rileva che un’alta intensità del lavoro in termini di scadenze, ritmi e carichi, che si presenta in maniera elevata (“spesso”) per più di un rispondete su tre. Inoltre, i risultati evidenziano la presenza di livelli di sotto-inquadramento diffusi, con un rispondente su quattro che “spesso” deve assumere responsabilità eccessive rispetto alle mansioni.

Considerando i rischi per la salute fisica il 16,7% deve sollevare “spesso” dei carichi pesanti e il 7,9% lavora “spesso” in condizioni di pericolo (esposizione che sale al 17% per gli operai e tecnici, al 19,5% per i servizi socio-sanitari, al 27% nella pubblica sicurezza).

Il Festival delle Trasformazioni continua a Vigevano fino al 1° ottobre.

Rete Cultura Vigevano è un’organizzazione che coinvolge 40 associazioni culturali della città, nata con l’obiettivo di rafforzare il networking tra le realtà aderenti, con la condivisione di alcune iniziative, la ricerca di sinergie per progetti comuni, il confronto di idee e la realizzazione di proposte.

Per informazioni e aggiornamenti sul calendario della manifestazione: https://wetown.it

 

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